Si sarebbero uccisi contemporaneamente con un colpo di pistola, lasciando un biglietto dove spiegavano i motivi del gesto. Paolo Neri e Stafania Platania, mario e moglie rispettivamente di 67 e 65 anni, sono stati trovati senza vita sabato sera, 21 maggio, all’interno della loro abitazione estiva nella frazione di Spinello di Santa Sofia, in provincia di Forlì-Cesena, un piccolo borgo sull’Appennino. I due, ex dipendenti del Senato della Repubblica e da qualche anno in pensione (vivevano a Roma), sono stati ritrovati da vigili del fuoco e carabinieri che hanno raccolto l’allarme lanciato dai figli che da ore non riuscivano a mettersi in contatto con i genitori.

I due erano in camera da letto e si sarebbero tolti la vita in contemporanea, come dimostrato dalle due pistole ritrovate accanto ai cadaveri. Le armi erano detenute legalmente. Il medico legale intervenuto sul posto ha appurato che il decesso risale a circa 24 ore prima del ritrovamento. Ignoto al momento il contenuto di un messaggio che i due hanno lasciato motivando il loro gesto estremo.

L’ipotesi iniziale era quella di un omicidio-suicidio. Ma successivamente si è fatta strada la pista del duplice suicidio dietro il quale ci sarebbe -così come scrivono Repubblica e Messaggero – l’ombra di una setta, emersa da una lettera, trovata in camera da letto e lasciata ai figli, in cui la coppia si adombra l’appartenenza a un gruppo che preannunciava come imminente la fine del mondo. Quale gruppo? Per ora le ipotesi, facendo riferimento alla circostanza che proprio Spinello dai primi anni del millennio ospita una settantina di appartenenti, portano alla Scuola di Illuminazione Ramtha (Ramtha’s School of Enlightenment, sede principale a Washington) che periodicamente ha allestito eventi anche per 2mila persone nel piccolo centro romagnolo.

Un’altra coincidenza sono i gigli presenti sul cancello della villetta romagnola dei coniugi romani. Gigli che sono anche sul cancello della sede americana della Scuola di Illuminazione Ramtha a Yelm (Washington). Vero è anche che il giglio è uno dei simboli più diffusi non solo solo in Italia, quindi per adesso non si può anadre oltre la definizione di coincidenza.

“A fatti così non siamo abituati” commenta Daniele Valbonesi, sindaco di Santa Sofia. “Non li conoscevo personalmente ma so che non erano residenti a Santa Sofia, lo sono stati in passato, e ora qui avevano una seconda casa da diversi anni”.

 

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.