All’inizio dell’emergenza sanitaria, prima che scattasse la quaranta obbligatoria, la foto dell’uomo che a Napoli passeggiava per le vie del centro indossando la maschera da sub di Decathlon aveva fatto il giro del mondo. Eppure, in quell’episodio di goliardia, non ci aveva visto poi così male perché proprio quelle maschere oggi sono state ribrevettate per diventare respiratori.

L’idea è partita da Brescia, una delle città al centro del focolaio lombardo. Qui la startup Isinnova ha pensato di rimuovere il boccaglio originale e inserire delle valvole stampate in 3D che hanno così trasformato le maschere da snorkeling in respiratori C-pap per la terapia sub intensiva. A dare forma al progetto è stato Cristian Fracassi, che già nelle scorse settimane aveva stampato in 3D le valvole necessarie per i respiratori dell’ospedale di Chiari. L’idea, però, questa volta è partita da un ex primario, il dottor Renato Favero che dopo aver letto delle valvole 3D ha contattato la startup proponendo loro di ideare un modo per trasformare le maschere in respiratori. E così è nata la Easy Covid-19. Le valvole necessarie alla conversione, rinominate valvole Charlotte, sono state immediatamente brevettate per impedire eventuali speculazioni sul prezzo. Chiunque potrà stamparle a patto però che il fine non sia commerciale.

La maschera, chiariscono da Isinnova, non sostituisce il ventilatore polmonare ma può essere utilizzata nei pronto soccorso, dove i pazienti restano giorni in attesa di un letto. Così, sarà garantito loro ossigeno e senza rischiare di infettare coloro che gli stanno vicini.

Le prime due maschere sono già state utilizzare nell’ospedale di Chiari.