Da metà luglio niente mascherina all’aperto. E’ questa l’idea del Governo che tra meno di un mese potrebbe renderla obbligatoria soltanto nei luoghi aperti al pubblico al chiuso. In Francia a partire da oggi, giovedì 17 giugno, la mascherina non è più obbligatoria (così come da domenica il coprifuoco). In Germania tra tre giorni.

In Italia, inizialmente, era stato annunciato l’addio al dispositivo di protezione individuale dopo aver raggiunto i 30 milioni di vaccinati. Adesso potrebbe essere confermato tutto a partire da metà luglio anche perché tra il caldo estivo e il calo dei contagi, in strada sono sempre più le persone che la portano al collo di quelle che la mantengono correttamente su naso e bocca.

Intanto sullo stato di emergenza, attualmente in vigore fino al 31 luglio, dovrebbe avere la meglio la linea del premier Mario Draghi, intenzionato a prorogarlo almeno fino al 31 ottobre con buona pace di Matteo Salvini, Giorgia Meloni e, strano a dirlo, del ministro della Salute Roberto Speranza, forse per la prima volta in linea con i leader di Lega e Fratelli d’Italia. L’intenzione infatti era quella di cancellare lo stato di emergenza per “dare un segnale positivo al Paese”. Tuttavia la variante Delta e una possibile nuova ondata dopo l’estate dovrebbero spingere l’Esecutivo ad adottare una decisione più oculata.

In ballo ancora un piano vaccini che, soprattutto ora con lo stop ad Astrazeneca agli under 60, potrebbe subire dei ritardi. L’approvvigionamento da rimodulare, le terze dosi da organizzare e soprattutto quella fase due che vedrebbe l’uscita di scena degli hub a favore di un sistema delocalizzato merita un controllo capillare per non rischiare di vanificare il percorso fatto con la campagna affidata nelle mani del generale Figliuolo.

Quello che non vuole Draghi è uscire dall’emergenza per poi rientrarvi in autunno, insomma, per lui il rischio “deve essere sempre ragionato” e non si possono permettere proprio ora passi falsi. Inoltre senza lo Stato di emergenza verrebbe meno la possibilità per le imprese di utilizzare lo smart working e anche la Dad nelle scuole in caso di quarantena.

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.