Sono 81 i casi di variante Delta del coronavirus tracciati in Lombardia. È la stessa variante che preoccupa il Regno Unito, dove sono state rimandate le aperture proprio per via dell’aumento dei contagi. Raddoppiati nel giro di una settimana, la scorsa settimana, e quindi cresciuti ancora. A Milano preoccupa il focolaio della palestra Virgin di Città di Studi dove i contagi sono saliti a 12. Tra i positivi anche un contagiato dalla variante nonostante avesse completato il ciclo vaccinale. Solo uno di questi è ricoverato.

Ad aggiornare sulla situazione epidemiologica il bollettino dell’Ats di Milano. Le varianti sono arrivate in Italia e quindi anche in Lombardia dall’autunno scorso. Sono state tracciate quella inglese, quella brasiliana, quella sudafricana. ​​​​​Dall’inizio di giugno l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha adottato una nuova nomenclatura, basata sulle lettere dell’alfabeto greco, per i ceppi del virus. Le definizioni legate alla provenienza geografica delle varianti sono state considerate anche discriminatorie per l’Oms e quindi la variante inglese è diventata Alfa, quella sudafricana Beta, quella brasiliana Gamma, i due sottotipi della variante indiana sono diventate Delta e Kappa. Il nome scientifico di quella che desta maggiori preoccupazioni al momento è B.1.617.2.

Il primo ministro del Regno Unito Boris Johnson ha rimandato al 19 luglio il “Freedom Day”, giorno in cui decadranno tutte le restrizioni anti Covid. Proprio per l’aumento dei casi e nonostante l’80% di britannici adulti, circa 41 milioni di persone, abbia ricevuto almeno una dose di vaccino mentre 30 milioni hanno completato il ciclo vaccinale. I casi di positività alla variante Delta sono saliti del 240% in due settimane, da 12.431 a 42.323 totali. Negli ultimi sette giorni sono stati 50.017 i nuovi casi, con un aumento che ha sfiorato il 50%. Delta ha praticamente sostituito Alfa nelle ultime settimane.

I vaccini sembrano tuttavia efficaci. Non al 100% efficaci, come tutti i sieri. Secondo l’Nhs una sola dose di Pfizer o AstraZeneca proteggerebbe al 33% contro il ceppo indiano, mentre la doppia dose aumenterebbe la protezione fino all’80%, contro l’88% di quella inglese (con Pfizer, AstraZeneca è al 65%). La Lombardia ha somministrato 7,3 milioni di vaccini, 5,1 milioni di prime dosi. Il Corriere della Sera scrive che i contagiati dopo il vaccino sono al momento 18.175: 13.225 dopo la prima dose (lo 0,25%) e 4.950 dopo la seconda (lo 0,22%). Più donne che uomini: 11.181 contro 6.994. La maggior parte dopo il vaccino Pfizer BioNTech.

Per il virologo Fabrizio Pregliasco la presenza della variante Delta è ancora sottostimata: “In Gran Bretagna è presente nell’85% dei casi isolati, con una maggiore contagiosità del 50%. Per questo dobbiamo fare più tracciamento e genotipizzazioni: se lo facciamo ora riusciamo ad evitare il peggio”. La vaccinazione, nonostante la maggiore aggressività della variante, resta la migliore strada per contrastare l’epidemia. Il Presidente del Consiglio Mario Draghi, dal G7 in Cornovaglia, ha anticipato nei giorni scorsi che in caso di aumento dei contagiati per via della variante Delta potrebbe essere introdotta la quarantena per chi arriva dal Regno Unito. La Lombardia da ieri è in Zona Bianca, l’area con meno restrizioni anti-contagio. Nella Regione, comunque, a giugno, si è registrata una tendenza in calo rispetto a maggio. Ancor più significativa è la scarsa percentuale della cosiddetta variante Delta sul totale delle genotipizzazione, che è stata dell’1,20% in maggio e finora dell’1,15% a giugno.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.