Dopo l’ok di Ministero della Salute e Comitato tecnico scientifico, anche l’Aifa ha dato il via libera nella serata di lunedì alla vaccinazione eterologa, ovvero al richiamo con un vaccino a mRna (Moderna o Pfizer) per gli Under 60 ai quali è stato somministrato come prima dose AstraZeneca.

Al termine dell’ennesima giornata di polemiche l’Aifa in una nota ha spiegato che “sulla base di studi clinici pubblicati nelle ultime settimane, la Commissione tecnico scientifica – si legge nel comunicato dell’agenzia – ha ritenuto, a fronte di un rilevante potenziamento della risposta anticorpale e un buon profilo di reattogenicità, di approvare il mix vaccinale (prima dose con Vaxzevria e seconda dose con Comirnaty o, per analogia, con il vaccino Moderna)”.

Secondo l’Agenzia italiana del farmaco l’approccio della vaccinazione eterologa “è sostenuto dai dati clinici che derivano da due studi pubblicati nelle ultime settimane e condotti rispettivamente in Spagna (CombiVacS) e in Inghilterra (Shaw RH, Lancet 2021) e che mostrano buoni risultati in termini di risposta anticorpale (CombiVacS) e sicurezza (in termini di accettabilità degli effetti collaterali)”.

A fronte di un “rilevante potenziamento della risposta anticorpale ottenuta con la prima dose, suggestivo di un effetto booster”, scrive ancora l’Aifa, “il mix vaccinale (prima dose con Vaxzevria e seconda dose con Comirnaty) ha presentato un profilo di reattogenicità che, seppure caratterizzato da una maggiore frequenza in termini di effetti collaterali locali e sistemici di grado lieve/moderato, è apparso nel complesso accettabile e gestibile”.

La seconda dose con vaccino a mRna potrà avvenire a distanza di 8-12 settimane dalla somministrazione di Vaxzevria. 

REGIONI DIVISE – Ma sul ‘mix’ di vaccini, contrariamente a quanto auspicato dal ministro della Salute Roberto Speranza, le Regioni viaggiano divise. La Campania è stata la prima a dire ‘no’ al nuovo piano messo a punto dall’esecutivo e dal Cts: la Regioni guidata da Vincenzo De Luca già domenica ha annunciato che non somministrerà più dosi di vaccino a vettori virali (Astrazeneca anche Johnson & Johnson, ndr) a nessuna fascia di età.

“Chi ha fatto la prima dose di Astrazeneca sopra i 60 anni, può completare il ciclo con una seconda dose Astrazeneca – si leggeva in una nota dell’Unità di crisi regionale – Per i soggetti sotto i 60 anni (tranne che per chi è alla dodicesima settimana) non si procede alla somministrazione di vaccini diversi dalla prima dose, sulla base di preoccupazioni scientifiche che invieremo al Governo, e rispetto alle quali sollecitiamo risposte di merito, in mancanza delle quali, manterremo la nostra linea di rifiuto del mix vaccinale”.

Anche la Puglia di Michele Emiliano, pur seguendo le indicazioni del governo, ha precisato che “chi volesse fare la seconda dose con AstraZeneca avrà questa possibilità, fermo restando che l’atto della vaccinazione è l’atto del singolo medico che valuterà caso per caso”. Le altre Regioni invece si adegueranno alle nuove istruzioni arrivate da Roma.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia