Il via libera arrivato venerdì da parte del Comitato tecnico scientifico e del governo alla vaccinazione eterologa, ovvero al mix di vaccini per gli under 60 che hanno ricevuto una prima dose del siero di AstraZeneca e che riceveranno al richiamo uno tra Moderna e Pfizer, fa discutere.

Nonostante le rassicurazioni del ministro della Salute Roberto Speranza, gli esperti restano divisi sull’efficacia e sulla necessità di ulteriori approfondimenti scientifici prima dell’ok al “mix vaccinale”.

La posizione del ministro Speranza su questo è chiara: “La vaccinazione eterologa – ha affermato in occasione di un incontro con i giornalisti – è già utilizzata da Paesi importanti come la Germania da diverse settimane, ma anche in altre aree del mondo, e i risultati sono incoraggianti. Vi sono alcuni studi che testimoniano come la risposta immunitaria sia persino migliore di quella con due dosi dello stesso vaccino”.

ABRIGNANI (CTS) FAVOREVOLE – Posizione simile a quella del ministro arriva da Sergio Abrignani, immunologo dell’Università di Milano e membro del Comitato tecnico scientifico (Cts). La vaccinazione eterologa, sostiene l’esperto, “non è una sperimentazione. Sappiamo che sono vaccini estremamente sicuri. Per tutti i lavori pubblicati all’estero con la combinazione dei due vaccini, sappiamo che sono sicuri e anzi migliorano la risposta immunitaria“.

Per questo Abrignani definisce una “stupidaggine” dire che si è cavie a fronte del ricorso al mix vaccinale. Ed ancora, riferendosi allo stop ad AstraZeneca per gli under-60, “stiamo cercando, col principio di massima cautela, di azzerare un rischio estremamente raro – ha detto – avendo un’alternativa che sono i vaccini a Rna. Sembra che i vaccini siano il problema del Paese, è scorretto porla in questo modo. I vaccini sono la soluzione a questa pandemia. Pensare che quello che abbiamo suggerito sia un’alzata d’ingegno è profondamente sbagliato“.

LA POSIZIONE DI GIMBE – Più cauto, se non scettico, è invece il presidente della Fondazione Gimbe. Nino Cartabellotta ricorda infatti che “ad oggi ci sono solo 4 piccoli studi fatti su un migliaio di persone in totale, non abbiamo alcuno studio controllato e randomizzato. Finché l’Aifa non modificherà i bugiardini, il mix di vaccini è off label“, cioè al di fuori delle condizioni autorizzate dagli enti predisposti.

Per Cartabellotta “oggi avevamo 3 possibilità sulla seconda dose per chi ha fatto la prima con AstraZeneca: non ti fai la seconda dose e rimani coperto al 70%, oppure fai la seconda dose col vaccino Astrazeneca, oppure fai la seconda dose col vaccino mRna, con un consenso informato su quali sono i rischi-benefici“.

Io mi chiedo come avverrà il sistema di vaccino vigilanza in questa vaccinazione creativa. Alcune Regioni hanno detto che non faranno il mix di vaccini – ha spiegato in una intervista a Radio Cusano – perché vogliono una maggiore sicurezza. Le evidenze scientifiche oggi su questo argomento sono ancora preliminari e mantengono un certo margine di incertezza“.

REGIONI DIVISE – Ma anche le Regioni sono divise sul seguire le indicazioni del Governo, nonostante l’avviso perentorio di Speranza ad “allinearsi” alle raccomandazioni del Comitato tecnico scientifico. La Campania di Vincenzo De Luca ha annunciato ieri che non somministrerà più dosi di vaccino a vettori virali (Astrazeneca anche Johnson & Johnson, ndr) a nessuna fascia di età.

Chi ha fatto la prima dose di Astrazeneca sopra i 60 anni, può completare il ciclo con una seconda dose Astrazeneca – si leggeva in una nota dell’Unità di crisi regionale – Per i soggetti sotto i 60 anni (tranne che per chi è alla dodicesima settimana) non si procede alla somministrazione di vaccini diversi dalla prima dose, sulla base di preoccupazioni scientifiche che invieremo al Governo, e rispetto alle quali sollecitiamo risposte di merito, in mancanza delle quali, manterremo la nostra linea di rifiuto del mix vaccinale”.

Una posizione che non trova d’accordo le altre Regioni, che si sono subito impegnate a seguire le indicazioni arrivate da Cts e Ministero della Salute. “La Regione Liguria andrà avanti seguendo pedissequamente quanto chiesto dal Cts e dal ministero della Salute: i richiami di AstraZeneca sotto i 60 anni saranno fatti con un’altra tipologia di vaccino ‘freeze’, Pfizer o Moderna, continueremo a vaccinare sopra i 60 anni con AstraZeneca“, ha precisato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti a ‘Mattino Cinque’ su Canale 5.

Sulla stessa linea anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, intervenuto a Rai News 24: “Sono state date indicazioni molto chiare a questo punto: vietare AstraZeneca agli under 60.Proprio nei momenti nei quali le persone possono essere disorientate credo sia ancora più utile seguire le indicazioni del Cts e del governo”.

Redazione