Lo Stato di emergenza scade il 31 luglio. Ed è già argomento di dibattito. A preoccupare in questi giorni è la variante Delta, ex indiana, che nel Regno Unito ha portato al rinvio al 19 luglio del Freedom Day, il giorno delle ri-aperture. E alla fase di emergenza, in discesa fino a far registrare numeri mai così bassi dallo scorso settembre, si è aggiunto il caos su AstraZeneca: il vaccino di Oxford già al centro di sospensioni e polemiche nei mesi scorsi, è stato limitato agli over 60 con richiamo con vaccini a mRna, Pfizer o Moderna, a chi aveva ricevuto la prima dose. E le polemiche non si sono certo placate.

Lo Stato di Emergenza, in Italia, può essere dichiarato in presenza di eventi calamitosi di tipo C o in prevenzione di eventi calamitosi. Gli eventi sono infatti classificati in tre tipi, in base a estensione, intensità e capacità di risposta del sistema di protezione civile: il tipo A prevede una direzione degli interventi a livello comunale, il tipo B a livello provinciale e regionale, il tipo C a livello nazionale. Per questi ultimi, come previsto dalla legge n. 225 del 1992, il Consiglio dei Ministri può dichiarare lo stato di emergenza. E questo per affrontare le emergenze con prontezza e poteri straordinari “da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo”.

La misura può durate fino a 12 mesi, prorogabili in altri 12 mesi in casi di riconosciuta necessità. Per via dell’emergenza coronavirus, in Italia è in vigore dal 31 gennaio 2020, ed è stato prorogato cinque volte. Attraverso lo Stato di Emergenza si è ricorso ai dpcm, e quindi si è deciso sulle restrizioni della vita sociale, sul ricorso allo smart working, sull’acquisto accelerato dei beni per affrontare la pandemia, sulle limitazioni degli ingressi dall’estero. Lo stato d’emergenza include inoltre le strutture del Comitato tecnico scientifico e del Commissario straordinario all’emergenza covid, incarico ricoperto al momento dal generale Francesco Paolo Figliuolo che ha sostituito Domenico Arcuri, create appositamente durante la pandemia.

Proroga o non proroga?

Il ministro della Salute Roberto Speranza, in un’intervista a La Stampa, ieri aveva detto: “Non abbiamo ancora deciso, ci sarà una valutazione, 45 giorni durante una pandemia sono un tempo notevole per poter fare previsioni. Ma sarebbe bello chiudere con lo stato di emergenza, dare un segnale positivo al Paese. Se così fosse, però, dovremmo individuare una strada normativa per prolungare l’attività del Comitato tecnico-scientifico e della struttura del commissario Figliuolo”. Una direzione piuttosto chiara quindi. La ministra agli Affari Regionali Maria Stella Gelmini si era espressa al Messaggero in termini simili: “Non ne abbiamo ancora parlato in Consiglio dei ministri ma credo che i tempi siano maturi per chiudere la fase emergenziale e attrezzarci con gli strumenti ordinari. Naturalmente senza rinunciare al prezioso contributo del generale Figliuolo. La fine dello stato di emergenza sarebbe un bel segnale anche per il turismo”.

A scompaginare la strada indicata dai due ministri arrivano oggi i retroscena dei giornali. La Repubblica scrive che a Palazzo Chigi si dà per scontata la proroga dello stato di emergenza. E questo perché la campagna di vaccinazione non ha ancora raggiunto una soglia considerata di sicurezza. Figliuolo ha annunciato la settimana scorsa di puntare all’80% degli italiani vaccinati entro settembre. L’obiettivo insomma è la cosiddetta immunità di gregge – una volta raggiunto un livello di copertura vaccinale per una specifica infezione, anche i non vaccinati possono considerarsi al sicuro perché la diffusione della malattia è stata arrestata o fortemente ristretta.

Quando dovrebbe finire dunque lo Stato di emergenza? Non c’è una risposta certa, naturalmente, ma potrebbe durare fino a fine 2021 come suggerisce anche Il Messaggero. “Verrà prolungato perché l’emergenza sanitaria a luglio non sarà finita, come è evidente. E perché non sarà conclusa neppure la fase più intensa della campagna vaccinale. In più, ci sarà da affrontare la situazione che seguirà alle vacanze estive e garantire una ripartenza ordinata e sicura a settembre-ottobre. Insomma, abbiamo davanti mesi complicati, senza contare che c’è il rischio della varianti …”, si legge sul quotidiano romano.

La sfida resta proprio quella dei vaccini. Figliuolo aveva annunciato 20 milioni di dosi entro giugno. Lo stop ad AstraZeneca per gli under 60 anni ha tuttavia fatto partire una richiesta maggiore da parte delle Regioni dei vaccini a Rna messaggero, Pfizer BioNTech e Moderna, anche per i richiami agli under 60 che avevano ricevuto come prima dose il vaccino sviluppato dall’Università di Oxford. Non è mai stata esclusa inoltre la terza dose e con la ripartenza dell’anno scolastico ci sarà un’altra ripartenza delicata, e anche quella altamente simbolica, da gestire.

Le reazioni

Contrario, in linea di massima, alla proroga Matteo Salvini. “Non abbiamo ancora parlato con Draghi – ha detto il segretario della Lega all’Ansa – ma a mio avviso non ci sono i presupposti per trascinare lo stato di emergenza. Credo sarebbe un bel messaggio, come dire il peggio è passato”. Ancora più netta Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, partito all’opposizione: “Apprendiamo dalla stampa che il Governo Draghi starebbe pensando a una proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2021. Un’ipotesi che, se confermata, sarebbe folle e che come Fratelli d’Italia ci vede nettamente contrari. Ad un anno e mezzo dallo scoppio dell’epidemia non è più accettabile che le più elementari norme della democrazia e i principi dello Stato di diritto come la libertà di movimento e d’impresa possano essere calpestati o violati dal Governo nel nome dell’emergenza. Il 2021 deve essere l’anno del ritorno alla normalità: il nostro ordinamento è in grado di gestire la pandemia con i poteri e gli strumenti ordinari di cui già dispone, nel rispetto della Costituzione e delle prerogative del Parlamento”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.