Un imprenditore offre 600 euro per fare il cameriere? Secondo Matteo Salvini la cifra è giusta e consona e il lavoratore dovrebbe accettarla. L’ultima uscita del leader della Lega fa discutere: il ‘Capitano’ era ospite mercoledì ad Anteprima Studio 24, su RaiNews24, dove si parlava di un tema che rimbalza ogni anno in occasione della stagione estiva l’impiego di lavoratori stagionali, le paghe molto spesso ‘da fame’ e i giovani e non giovani “choosy” che preferiscono il Reddito di cittadinanza ad un lavoro.

Secondo Salvini “non ci sono imprenditori sfruttatori. Molto semplicemente: se tu prendi 600 euro per stare a casa a guardare la televisione e ti offrono 600 euro per andare a fare il cameriere, la soluzione la lascio intuire”.

Il rimando, ovvio, è al Reddito di cittadinanza. Per il leader della Lega insomma il problema è che i 600 euro del Rdc sono troppi, non che uno stipendio da 600 euro non permetta una esistenza dignitosa. A dirlo non sono dei pericolosi marxisti ma l’Istat, che fissa a 780 euro la soglia di povertà.

Salvini questo sembra dimenticarlo nel tentativo di attaccare la misura cara al Movimento 5 Stelle che la Lega votò senza problemi durate il “governo del cambiamento”, il Conte I di cui il Carroccio faceva parte e che vedeva Salvini vice premier e ministro dell’Interno.

Una cantilena, quella degli imprenditori che non trovano impiegati perché quest’ultimi non hanno voglia di lavorare, preferendo il Rdc standosene sul divano di casa, clamorosamente smontata dal caso Sammontana. L’azienda di gelati di Empoli è stata sommersa di domande per 350 assunzioni da stagionale, tanto da accumularne 2500 negli uffici. Come rivendicato al Tirreno da Rossano Rossi, segretario della Cgil di Lucca, “se la retribuzione è giusta, i lavoratori ci sono”.

Su Sammontana Rossi spiegava infatti che sono tante le persone “che andrebbero di corsa a lavorare lì. Perché è un’azienda seria: riconosce i diritti ai suoi lavoratori e, ogni mese, dà ai suoi dipendenti uno stipendio medio che consente loro di vivere in modo dignitoso. Non è scontato, di questi tempi”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia