I lavoratori stagionali scarseggiano e il governatore della Campania Vincenzo De Luca punta il dito contro il reddito di cittadinanza. “Se tu mi dai 700 euro al mese e io mi vado a fare qualche doppio lavoro non ho interesse ad alzarmi la mattina alle 6 per andare a lavorare in un’industria di trasformazione agricola” chiosa lo “Sceriffo” nel corso della consueta diretta Facebook del venerdì. “Mi è stato confermato che alcune attività commerciali non apriranno, anche quando sarà consentito, perché – spiega – per le attività stagionali non si trova più personale, non si trovano più camerieri. Già lo scorso anno nell’industria conserviera non si trovavano stagionali. È uno dei risultati paradossali dell’introduzione del reddito di cittadinanza”.

De Luca ricorda i numerosi episodi di furbetti, o pseudo tali, che percepivano il sussidio introdotto dal Movimento 5 Stelle (“aboliremo la povertà” annunciò qualche anno fa Luigi Di Maio) mentre svolgevano contemporaneamente altri lavori (anche illegali, come l’attività di spaccio). “A volte – sottolinea – c’è gente che prende il reddito di cittadinanza e va a lavorare a nero. Si sono create delle anomalie, degli imbrogli, come sempre accade in Italia, che finiscono per danneggiare l’economia del nostro Paese. Noi – dice il governatore – abbiamo il dovere di garantire il reddito alla povera gente e a chi non ce la fa, ma dobbiamo garantire il reddito familiare evitando il paradosso di arrivare al punto di non avere più lavoratori stagionali”.

Il concorsone e le polemiche con il Governo

Sulla gestione finale del concorsone della Regione Campania De Luca attacca il Governo e nello specifico Renato Brunetta, ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione della Repubblica Italiana. Da una parte la richiesta del governatore e dei sindacati di assumere i circa 1800 tirocinanti che hanno sostenuto le due prove scritte del corso-concorsone per poi effettuare 10 mesi di formazione professionale presso i comuni (formazione gestita dal Formez). Dall’altra la decisione di Brunetta di far sostenere una nuova prova scritta a giugno perché per la commissione ministeriale si tratterebbe dell’unica prova scritta di tutto il concorso, come prevede l’articolo 97 della Costituzione, perché le due precedenti davano accesso alla formazione professionale di 10 mesi retribuita.

“Sul concorso varato dalla Regione Campania sono state dette delle autentiche idiozie, anche da qualche notabile che si ritiene esonerato dal dovere di parlare di quelle cose che conosce, non delle cose che non conosce” commenta De Luca.  “La Campania ha varato 3 anni fa un concorso per mettere a lavorare i giovani in centinaia di Comuni e nella pubblica amministrazione della nostra regione. La cosa incredibile è che, mentre il Governo dice che dobbiamo accelerare le procedure e immettere i giovani nella pubblica amministrazione con una sola prova scritta, poi continuiamo a perdere tempo sui quasi 2mila giovani che in Campania hanno fatto due prove scritte e poi hanno fatto 10 mesi di formazione professionale presso i Comuni gestita dal Formez”.

De Luca ha spiegato che “hanno presentato questo concorso della Regione Campania come una delle vecchie cose del Sud. Questo è l’unico concorso serio, rigoroso, con due prove scritte che si sia fatto in Italia in questi anni. Quindi, quando chiediamo di mandare a lavorare subito questi giovani, lo facciamo perché diventa paradossale che il Governo per un verso dica mandiamo a lavorare chi fa una sola prova scritta, poi chi fa due prove scritte debbano perdere ancora tempo. Mi auguro ovviamente che questo paradosso sia risolto dal Governo e che su questo intervenga e dica qualcosa anche il Ministero del Lavoro, oltre al Ministero della Funzione pubblica”.

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.