Ha fatto discutere qualche giorno fa la decisione del SAP -Sindacato Autonomo di Polizia- che bannava come indecoroso l’utilizzo di mascherine color rosa perché priverebbe di autorevolezza gli agenti. La mascherina è uno strumento fondamentale per proteggersi e salvare vite e penso che questo vada ben oltre il suo colore. Ma perché indossare una mascherina rosa minerebbe l’immagine del personale di Polizia? Sui social si è scatenata una protesta a riguardo alla quale hanno partecipato in molti, tanta gente comune, ma anche attivisti del movimento LGBTQI e per i diritti civili che hanno sottolineato il marcio che si nasconde dietro l’accaduto.

Così Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, ha tuonato “Polizia, pregiudizi e preconcetti, una storia che si ripete. il SAP, noto per aver sostenuto gli agenti condannati per la morte di Federico Aldrovandi, ha protestato contro l’invio di mascherine FFP2 di colore rosa. Una protesta del tutto incomprensibile che dimostra come in alcuni ambienti circolino idee antiquate e fuori luogo”; ancora Aurelio Mancuso del Partito Democratico “Sta querelle sulle mascherine rosa fa davvero pena”. Assurdo essere ancora costretti a ragionare su colori maschili e femminili, che identificherebbero nella fattispecie con caratteristiche quali fragilità e delicatezza l’individuo che li indossa. La diatriba di questi giorni non è altro che la punta di un iceberg che cela la mascolinità tossica che inquina la nostra società. Lo strapotere maschile, la prepotenza, l’importanza dell’utilizzo della forza fisica per prevaricare e affermare, il maschio deve, il maschio fa. Tutte condizioni che permettono di lasciar germogliare atti di violenza che colpiscono le categorie considerate più vulnerabili e meno tutelate (donne, omosessuali, transessuali, immigrati).

Ma restiamo sulla questione Polizia di Stato. Indossare mascherine rosa forse priverebbe gli agenti di quella autorevolezza che gli consente di schernire e molestare persone transessuali che cercano protezione da violenze, oppure di non prendere sul serio le denunce di ragazzi omosessuali perché con i loro atteggiamenti effeminati se la sono cercata? L’omofobia esiste e va contrastata, e a farlo dovrebbero essere in primo luogo le istituzioni. Perché Jean Pierre Moreno, ragazzo fuggito dal Nicaragua, dove viene considerato un simbolo della lotta all’intolleranza e alla violenza di genere, dopo esser stato aggredito perché si è scambiato un bacio col ragazzo ha dovuto discutere a lungo con l’agente che stava ricevendo la sua denuncia perché questo non voleva inserire nella descrizione dei fatti che la vittima si era scambiata un bacio col suo compagno? Fa davvero così paura un bacio omosessuale, tanto da non riuscire nemmeno a scriverne? La questione mascherine rosa non ha fatto altro che scoperchiare una prassi, un universalmente accettato che discrimina e penalizza la società nella quale viviamo.

L’ignoranza e il machismo non saranno mai totalmente debellati, per leggi statistiche in ogni dove si corre il rischio di incontrare chiusura e mancanza di rispetto. Ci sono luoghi però dove certi valori sono imprescindibili e uno di questo dovrebbe essere la Polizia di Stato. Si riuscirà mai ad epurarla da mascolinità tossica e pregiudizio in modo che non venga infangato per gli errori di altri il lavoro di agenti integri e degni di stima? Si arriverà mai al giorno in cui la Polizia difenderà davvero tutti i cittadini a prescindere da genere, etnia o orientamento sessuale?
Io me lo auguro, ma se si ha paura di una mascherina rosa significa che di strada da fare ce n’è ancora tanta.

E' autore di romanzi sulla discriminazione e i diritti civili. Tradotto in inglese e spagnolo, ha scritto la trilogia di Bambi, prima trilogia italiana incentrata sull'identità di genere e l'orientamento sessuale, opera pubblicata nel volume “Bambi. Storia di una metamorfosi” (Avagliano, 2022). La sua produzione letteraria comprende inoltre testi per ragazzi utilizzati nelle scuole. Reali scrive per Il Mattino e collabora con HuffPost Italia.