Le immagini di quella ‘ignobile mattanza’ del 6 aprile 2020 al carcere di Santa Maria Capua Vetere arrivano dritte al punto. Mentre continuano le indagini per ricostruire cosa sia successo in quelle ore di follia continuano i trasferimenti dei detenuti del reparto Nilo, laddove la mattanza fu più dura.  Sono 42 i detenuti che fin ora sono stati trasferiti in carceri lontani anche 600 chilometri dai loro cari. Sono esattamente le perone che quella mattanza l’hanno vissuta e anche denunciata. Vengono prelevati di notte e trasferiti e le loro famiglie non sanno nulla. “Sono stati spostati più di un anno e mezzo dopo, ora, appena la pandemia ha concesso che i colloqui potessero avvenire di persona”, ha commentato la garante casertana Emanuela Belcuore.

Nei giorni scorsi il Garante campano Samuele Ciambriello, quello napoletano Pietro Ioia e quello della provincia di Caserta Emanuela Belcuore hanno fatto richiesta di un incontro al Provveditore reggente Carmelo Cantone. L’incontro è avvenuto oggi. I tre garanti hanno espresso l’indignazione e la preoccupazione per lo spostamento di detenuti ristretti a Santa Maria Capua Vetere. Sul punto il provveditore ha comunicato che i detenuti trasferiti sono 42 e che tale disposizione è arrivata su segnalazione della Procura.

“Se la Procura ha segnalato tali trasferimenti, non ha specificato che i detenuti dovessero essere tradotti così distanti, fuori regione, anzi lo ha fatto per tutelarli”, ha detto Ciambriello. In questo senso, sollecitato dai Garanti il Provveditore Cantone, ha rassicurato loro che si impegnerà a verificare le condizioni di autotutela possibili che consentano il rientro degli stessi in regione Campania.

Il clamore sulla vicenda non si spegne. E la garante Belcuore ha ricevuto minacce esplicite. “Ma perché non ti fai i fatti tuoi vermiciattola, tu e quei delinquenti come te. Altro che indulto ed amnistia, vergognati”, le hanno scritto via social. La situazione a Santa Maria Capua Vetere resta dunque molto tesa.

L’altro punto centrale oggetto di discussione è stato uniformare nella normalità dei colloqui, delle attività in tutte le carceri della Campania, per numero di colloqui, per la possibilità di svolgerli su skype. Su questo secondo punto Ciambriello ha ricordato il provvedimento che il Direttore generale Gianfranco de Gesu ha inviato a tutti gli Istituti penitenziari nei quali, oltre al numero delle persone, le modalità, l’eventualità di farlo senza l’utilizzo di dispositivi in pexiglass, di svolgerli nelle aree verdi, se i detenuti e gli stessi familiari e i figli sono stati vaccinati, si specifica che bisogna “mantenere i rapporti con la famiglia attraverso la modalità del video colloquio e l’aumento del numero delle telefonate oltre i limiti previsti dal regolamento”.

Si è anche discusso del fatto che vi sono diverse problematiche relative a detenuti ammalati, allorquando i direttori sanitari prenotano visite specialistiche ma in quel giorno il nucleo di traduzione non è disponibile. I 3 garanti hanno ricordato al provveditore che sia a Santa Maria Capua Vetere, Poggioreale che in altre carceri mancano educatori, fondamentali al percorso rieducativo di ogni detenuto.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.