“Finalmente questo giorno è arrivato, sono in ansia ma non vedo l’ora di sedermi davanti alla commissione”. Camicia bianca e jeans, fuori al Liceo classico Sannazaro di Napoli una ragazza aspetta il suo turno per discutere l’esame di Maturità. “Discutere” perché anche per l’anno 2021 la prova sarà esclusivamente orale. Gli studenti hanno iniziato il 16 giugno alle 08.30 e proseguiranno per i prossimi 20 giorni. Per loro non è solo la fine di un percorso ma anche di due difficili anni in cui la scuola e le loro vite sono radicalmente cambiate.

“Quando sono arrivata al liceo non mi sarei mai aspettata che sarebbe stato così, nemmeno l’esame. Non abbiamo potuto vivere insieme tanti momenti tra cui la notte prima degli esami che fino a poco tempo fa era lo stesso per tutti”, dice un’altra ragazza del liceo classico. L’ansia davanti al portone della scuola è sempre la stessa ma a cambiare sono le modalità. Un maxiorale di un’ora dove gli studenti devono parlare di un argomento scelto attraversando tutte le materie.

“È stato più facile di quello che mi aspettavo – dice un ragazzo del liceo scientifico Mazzini di Napoli – I nostri professori ci conoscono e sono abbastanza clementi”. “Mi è piaciuto molto fare questo tipo di esame perché ho potuto parlare di me ed esprimermi al meglio”, commenta un’altra ragazza del linguistico. “L’esame di Stato per noi non poteva essere differente: abbiamo passato 2 anni in dad, non ci siamo potuti esercitare con versioni in classe e quindi è stato giusto così”, dice un altro ragazzo.

La maturità 2021 è piena di emozioni e malinconie per l’anno passato che i ragazzi vivono come un anno perso. “Mi è mancato il contatto umano con i compagni”, “le risate e gli scherzi, “la dimensione familiare della scuola”, “il poter condividere anche le ansie dell’interrogazione o del compito in classe”, dicono. “A me è dispiaciuto che con la mia classe non abbiamo potuto festeggiare insieme nemmeno l’ultimo giorno di scuola perché anche in presenza ci hanno divisi. Un’esperienza irripetibile”.

Sul vaccino invece tutti i maturandi sono stati concordi nel dire che era una cosa che andava fatta al più presto. Nessuna ansia o perplessità, ma solo un’occasione da prendere al volo. “Dopo un anno chiusi in casa ce lo siamo meritati il vaccino”, dice una ragazza stringendo la sua tesina tra le mani. E adesso tutti guardano con gioia al futuro. “È stato un anno duro adesso ci godiamo un po’ di meritato riposo sperando che anche la pandemia rallenti la sua corsa”, dice una ragazza appena uscita dalla scuola.

“Non vedo l’ora di andare all’università, sperando che i corsi siano in presenza, mai più dad”, dice un ragazzo. “Alla fine è stato un anno difficile ma ce l’abbiamo fatta – conclude una ragazza – L’anno scorso è stato peggio perché davvero per 4 mesi non siamo andati a scuola. Ci ha tolto tanto anche umanamente. Adesso possiamo solo sperare che il Covid sia finito. Abbiamo tante speranze per il futuro e forse ancora più consapevolezza, siamo cresciuti più in fretta”.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.