“Sul Mes il mio è un atteggiamento molto laico, elaboriamo i progetti, vediamo cosa serve alla sanità e agli altri settori, poi come un buon padre di famiglia valuteremo il da farsi. In questo momento io e il ministro Gualtieri non ci sentiamo di dire ne’ sì ne’ no. Quando sarà il momento interpelleremo ovviamente anche il Parlamento”. Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, alla Festa dell’Unita’ di Modena.

“Roma è la capitale d’Italia, la nostra vetrina e dobbiamo metterla in condizione di poter funzionare. Nel Recovery plan ci sarà un progetto importante anche per Roma. Penseremo a progetti a misura della città, la vogliamo più bella che mai” ha aggiunto.

“Sono stato spesso sollecitato a esprimermi su Draghi, si vuole creare una rivalità che non esiste. È una persona di gran valore, di cui ho grande considerazione”. Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, intervistato da Maria Latella alla Festa dell’Unita’ di Modena.

“Entro fine ottobre avremo tutti i banchi nuovi, lì abbiamo rastrellati da tutta Europa” ha precisato il Premier che ha aggiunto: “Le nostre scuole avevano ancora i banchi dei nostri nonni”.

RECOVERY PLAN – Sei macroaree e tanta ambizione. Arriva domani al Ciae la bozza delle linee guida per il Recovery plan, il ‘lasciapassare’ per accedere ai 209 miliardi di euro messi a disposizione dall’Europa per rimettere a nuovo il sistema Italia, dopo la batosta della crisi economica dovuta al Coronavirus. Sul documento il governo ha lavorato tutta l’estate e ha dei cluster principali, veri e propri contenitori in cui inserire i progetti di spesa per rifare il look al nostro Paese: Digitalizzazione, Transizione green, Infrastrutture, Istruzione e formazione, inclusione sociale e salute. “Come da cronoprogramma della Commissione, il testo sarà presentato fra gennaio e aprile 2021 perché questo è il calendario stabilito dall’Europa per tutti i 27 stati membri”, spiega il ministro per gli Affari Ue, Enzo Amendola. Precisando che “non ci sono né ritardi né divisioni nel lavoro preparatorio dell’esecutivo. Sono notizie infondate”. Una volta che il Comitato interministeriale per gli Affari europei avrà dato il suo via libera al documento definitivo, sarà quasi contestuale l’invio alle Camera per la scrittura del Piano di rilancio e resilienza dell’Italia (Pnrr), in modo da avere tutto pronto entro il 15 ottobre, quando dovrà essere inviato a Bruxelles con la Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economica e finanziaria. Perché l’imperativo della Commissione Ue è far presto e bene, come conferma il vice presidente, Valdis Dombrovskis, fresco di nomina a responsabile del Commercio dopo le dimissioni dell’irlandese Phil Hogan: “Dobbiamo assicurarci che il Recovery Fund sia applicato in modo appropriato” e che “possa essere avviato il prima possibile”.Riflessione condivisa anche dal commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni, chiarendo qual è l’obiettivo che ogni Paese membro dovrebbe avere nel suo orizzonte: ripagare il debito con risorse comuni. Dunque, farli fruttare al massimo. Perché, sottolinea il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, “non ci sono soldi magici, ogni euro deve essere utilizzato in modo ragionato ed efficace”. Su questo sentiero si sta muovendo l’Italia, che nel frattempo prosegue nel tessere la tela delle relazioni con i partner continentali. A Milano il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, infatti, nell’incontro con l’omologa spagnola, Arancha Gonzalez Laya, ribadisce l’importanza di avere a disposizione risorse straordinarie per aiutare le imprese a creare lavoro, innescando così un percorso virtuoso che porti fuori dalle secche della recessione.L’unico dubbio che resta a Palazzo Chigi riguarda la possibilità di utilizzare i fondi del Recovery fund già nel ciclo di programmazione della legge di Bilancio 2021-2023. “Molto dipende anche dalla tempistica europea di formalizzazione del piano”, spiega il vice ministro dell’Economia, Antonio Misiani. Anche di questo si discuterà nel confronto tra governo e Parlamento, che il Pd vuole “di sostanza e non di rito”, consegnando il messaggio al ministro Amendola durante una riunione con i senatori dem. Nel dibattito entrerà inevitabilmente anche il Mes, sebbene sia il premier, Giuseppe Conte, sia Di Maio, tengano alto il muro nonostante le pressioni degli alleati democratici e di Italia viva. Per l’ora l’esecutivo è impegnato a rispettare tempi e modalità di azione, perché, come ammonisce Dombrovskis, i progetti nazionali “devono essere in linea con il comune interesse europeo”