Il ministero dell’Interno ha lanciato una procedura per individuare un’altra nave da destinare alla quarantena per i migranti positivi al covid-19. Proprio come la Moby Zaza che staziona in rada a Porto Empedocle, in Sicilia. La procedura è stata lanciata dal soggetto attuatore per la materia, Michele Di Bari, capo del Dipartimento delle Libertà civili e dell’immigrazione del dicastero.

Si attendono risposte nel giro di due-tre giorni. Se non emergeranno offerte dal mercato, il Viminale opterà per il piano B: verranno cercate strutture a terra, come ad esempio delle sedi militari, per assicurare l’isolamento e la quarantena per i migranti positivi in arrivo. Nelle scorse settimane diverse associazioni e ong avevano denunciato le condizioni delle carceri libiche, dove molti migranti vengono stipati nei cosiddetti “lager libici” in attesa di attraversare il Mediterraneo, esplosive anche per via della pandemia.

Ad animare le proteste sono stati però i 70 migranti sbarcati a Roccella Jonica, in Calabria, sabato, tra cui 28 positivi al coronavirus. Tra questi 48 adulti e 20 minori. Tutti di nazionalità pakistana. Gli arrivi sono stati smistati nei centri di accoglienza e messi in isolamento e oggi sottoposti a sorveglianza rafforzata. La protesta è scoppiata ad Amantea, nel cosentino, dove sono stati destinati 13 migranti tutti asintomatici. Il traffico sulla statale SS118 è stato bloccato dai cittadini.

“Lo Stato e il Governo devono essere presenti e affrontare una situazione che, da qui in avanti, potrebbe diventare ancora più esplosiva. Peraltro, gli sbarchi incontrollati mettono in evidenza tutte le contraddizioni di un esecutivo che, giustamente, blocca tutti gli ingressi da 13 Paesi a rischio, ma poi rimane incomprensibilmente inerte rispetto ai barconi che arrivano dall’Africa, che oggi è uno dei focolai più preoccupanti del mondo” ha dichiarato la governatrice calabrese Iole Santelli.