Secondo una nota del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il decreto milleproroghe ha posticipato gli aumenti tariffari previsti dal 1° gennaio 2020 per il 95 % dell’intera rete autostradale. I rincari dei pedaggi quindi sono bloccati, tuttavia ci sono delle eccezioni come ad esempio la Piacenza-Brescia con un incremento del +4.,88%.

IL DECRETO – Il regolamento stabilisce che per i concessionari per i quali è scaduto il periodo regolatorio, l’adeguamento delle tariffe autostradali per il 2020 è rinviato fino all’aggiornamento dei piani economici e finanziari elaborati conformemente alle risoluzioni adottate dal regolamento di trasporto. La maggior parte dei concessionari coinvolti sono Autostrade per l’Italia, Rav, Sat, Strada dei Parchi, Satap sulla sezione A4, Milano-Serravalle, Brescia-Padova, Asti-Cuneo, Autostrada dei fiori ( Tronco A10), Autostrada dei Fiori (Tronco A6), Sale (Tronco Ligure Toscano), Sitaf Tangenziale di Napoli, Cas. Per quanto riguarda le società concessionarie per le quali il contratto di concessione è scaduto non è stato concesso alcun incremento tariffario. Si tratta di Ativa (A5 Torino-Quincinetto), Autovie Venete, Satap (A21), Autostrada del Brennero (A22), Autostrade Meridionali (A3 Napoli-Pompei-Salerno).

Sono stati congelati gli incrementi tariffari per gli anni precedenti per le società Autostrade per l’Italia, Strada dei Parchi e Milano Serravalle. Sulle autostrade A24 e A25 continueranno ad applicarsi le tariffe di pedaggio vigenti alla data del 31 dicembre 2017. Le uniche eccezioni sono la Bre.Be.Mi., la Brescia-Bergamo-Milano, la Pedemontana Lombarda, ossia la A36, e l’Autovia Padana, ovvero la A21 Piacenza-Brescia.

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