La maledizione del "club 27"

Morto a 27 anni Benjamin Keough, l’unico nipote di Elvis Presley

Morto a 27 anni Benjamin Keough, l’unico nipote di Elvis Presley

Benjamin Keough è morto all’età di 27 anni. Unico nipote di Elvis Presley, figlio di Lisa Marie Presley, secondo le prime ricostruzioni si sarebbe suicidato anche se le dinamiche della vicenda sono ancora tutte da chiarire. Il manager della Presley, Roger Widynowski, ha dichiarato domenica all’Associated Press che la donna aveva il cuore spezzato dopo aver appreso della morte di suo figlio. “Ha il cuore spezzato, inconsolabile e al di là devastata, ma cerca di rimanere forte per i suoi gemelli di 11 anni e la figlia maggiore Riley”, ha affermato Widynowski, “Adorava quel ragazzo. Era l’amore della sua vita”. Tmz riferisce che Keough è morto per una ferita da arma da fuoco autoinflitta domenica a Calabasas, in California. Nancy Sinatra, cantante e figlia del celebre Frank Sinatra, ha twittato le sue condoglianze a Presley scrivendo: “Ti conosco da prima che tua madre ti partorisse, non sognando mai che avresti avuto un dolore simile nella tua vita. Mi dispiace molto”.

Anche il giovane era musicista, come il nonno, la madre e il padre Danny, ma non aveva mai spiccato di notorietà contrariamente a sua sorella, l’attrice Riley Keough, che ha partecipato a numerosi film indipendenti e horror, incluso The lodge nel 2019. Della vita di Ben, infatti si sa ben poco. Si sa solo che, proprio come il nonno, è cresciuto a stretto contatto con il mondo della musica decidendo di intraprendere una carriera come musicista. Nonostante questa scelta, Benjamin ha sempre mantenuto un profilo basso tenendosi lontano dal mondo dei social network e dai riflettori del mondo dello spettacolo.  Noto anche per la somiglianza al nonno, si era visto per l’ultima volta in occasione del quarantesimo anniversario della morte di Elvis in durante una veglia tenutasi a Graceland.

IL CLUB DEI 27 – Benjamin Keough è solo l’ultimo tassello della cosiddetta maledizione del club 27, ovvero gli artisti morti all’età di 27 anni. Tutto cominciò tra il 1969 e il 1971 una serie di morti improvvise scosse il mondo della musica. Il 3 luglio del 1969, sul fondo della piscina della sua casa nel Sussex, in Inghilterra, venne trovato il corpo senza vita di Brian Jones, polistrumentista dei Rolling Stones. Jones aveva 27 anni e divenne così il capostipite di un lugubre ed esclusivo club di artisti. Nel 1970 morì Jimi Hendrix, l’artista afroamericano che aveva rivoluzionato il modo di suonare la chitarra elettrica. Nell’ottobre dello stesso anno toccò all’autrice e cantante Janis Joplin.

L’anno successivo, a Parigi – curiosamente il 3 luglio, a due anni esatti dalla morte di Jones – venne ritrovato in una vasca da bagno il corpo senza vita di Jim Morrison, frontman e cantante dei The Doors. Anche questi ultimi avevano 27 anni e divennero i più famosi rappresentanti di quello che cominciò a essere chiamato il “Club of 27”. Si tratta di un gruppo di artisti scomparsi prematuramente, spesso all’apice delle loro carriere, e tutti alla stessa età: 27 anni, per l’appunto. Il caso ha scomodato anche la rivista scientifica British Medical Journal, che nel 2011 ha concluso uno studio dichiarando come non esista un aumento del rischio di morte per i musicisti a 27 anni.

Questa misteriosa coincidenza ha comunque alimentato una sorta di culto del Club. Spesso vengono avanzate teorie complottiste che tirano in ballo i servizi segreti, la CIA o altri corpi speciali. Secondo tali teorie, infatti, i membri del Club sarebbero stati in molti casi eliminati a causa della loro presunta influenza sovversiva sulle grandi masse di fans. Fatto sta che ogni volta che scompare un’artista di questa età si torna a parlare del fantomatico Club. L’ultima volta che il caso ha riguardato una star di caratura internazionale è stato in occasione della morte di Amy Winehouse, cantante inglese morta nel luglio 2013 a causa di un’intossicazione da alcolici. Un’altra caratteristica che condividono i membri del Club dei 27 sono proprio le morti causate da abusi di alcol e droghe. Ci sono anche casi di morti violente causati da incidenti stradali, suicidi o omicidi.

Nel corso degli anni, quello che inizialmente era un circolo riservato quasi esclusivamente a musicisti rock, si è allargato a praticamente tutti i generi musicali. Nel Club vengono fatti rientrare anche l’attrice Masako Natsume e l’artista e street artist Jean-Michel Basquiat. La pagina su Wikipedia raccoglie membri a partire dal 1864 fino ai giorni nostri. Altre personalità di spicco del Club sono Robert Johnson, considerato da molti il padre della canzone blues, e Kurt Cobain, idolo grunge secondo gli inquirenti suicidatosi con un colpo di fucile nel 1994.

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