Bernie Madoff, ex banchiere americano autore di una delle più grandi truffe finanziare della storia, è morto in carcere. A scriverlo sono numerosi media statunitensi: l’82enne sarebbe morto per cause naturali. Secondo la Associated Press Madoff è morto mercoledì al Federal Medical Center di Butner, nel North Carolina.

Madoff, autore del più grande ‘schema Ponzi’ della storia, era stato condannato a 150 anni di carcere. Durante la prima ondata della pandemia di Coronavirus, nel febbraio 2020, i suoi legali avevano chiesto il rilascio per motivi di salute: l’ex banchiere soffriva infatti di una insufficienza renale terminale. I giudici avevano però negato il rilascio di Madoff perchè “Madoff ha commesso uno dei più grandi crimini finanziari di tutti i tempi” e “molte persone stanno ancora soffrendo”, erano state le motivazioni.

Con la sua truffa Madoff riuscì a derubare decine di migliaia di clienti di ben 65 miliardi di dollari.

L’ex banchiere si era dichiarato colpevole nel 2009 per uno schema che, secondo gli investigatori, è iniziato nei primi anni ’70 e ha defraudato circa 37mila persone in 136 paesi per quattro decenni. Madoff venne arrestato l’11 dicembre del 2008, a seguito della denuncia dei suoi due figli.

Nello sterminato elenco delle vittime di Madoff figurano anche numerose celebrità: tra questi l’attore Kevin Bacon, l’ex proprietario dei New York Mets Fred Wilpon, il lanciatore della Hall of Fame Sandy Koufax, il premio Nobel per la pace Elie Weisel e il regista Steven Spielberg.

La sua società si rivelò agli investigatori come un gigantesco ‘schema Ponzi’, truffa che prende il nome dall’immigrato italiano che agli inizi del ‘900 la mise in atto per la prima volta su larga scala. Lo schema prevedeva la promessa fraudolenta agli investitori di alti guadagni, pagando però gli interessi maturati dai vecchi investitori coi soldi dei nuovi clienti.

La truffa ideata da Madoff crollò quando le richieste di rimborso superarono gli investimenti dei nuovi clienti: prima della scoperta del ‘sistema’ infatti le richieste di disinvestimento avevano raggiunto la cifra di 7 miliardi, che il banchiere non poteva più onorare.

Dopo lo scoppiare dello scandalo almeno quattro persone vicino al finanziere si sono suicidate: tra queste il figlio Mark, che si tolse vita nel secondo anniversario dell’arresto del padre, mentre l’altro figlio Andrew è morto di cancro nel 2014.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia