E’ morto a 89 anni John le Carré, scrittore famoso in tutto il mondo per i suoi romanzi di spionaggio. A darne la notizia Jonny Geller, ceo del Curtis Brown Group. Il suo vero nome era David Cornwell. “E’ stato un gigante della letteratura inglese. L’ho rappresentato per 15 anni, ho perso un amico”, le parole di Geller in una nota.

Le Carrè è scomparso a causa di una polmonite, non legata al Covid-19, al Royal Cornwall Hospital sabato sera. La sua fama mondiale è dovuta alla sua firma su alcuni dei più grandi romanzi thriller e di spionaggio dell’ultimo secolo: romanzi diversi rispetto a quelli di Ian Fleming, creatore del ‘patinato’ James Bond. Le Carrè da profondo conoscitore dei servizi segreti, di cui aveva fatto parte proprio come Fleming, ne aveva fornito infatti un quadro ben più realistico. Nota anche la sua militanza di sinistra: dopo la caduta dell’Unione Sovietica il suo ‘nemico’ era diventato “combattere i mali del capitalismo”.

Nato nel 131 a Poole, nell’Inghilterra meridionale, si laurea al Lincoln College di Oxford in letteratura tedesca e diventa docente all’Eton College, poi nel 1959 diventa funzionario del Foreign Office, il Ministero degli Esteri britannico. Inizialmente riceve la carica di Secondo Segretario presso l’Ambasciata del Regno Unito a Bonn e successivamente viene trasferito al Consolato di Amburgo, come Consigliere politico. In questo periodo viene reclutato dall’MI6.

Il suo primo romanzo è del 1961, quando è ancora membro dei servizi segreti: “Chiamata per il morto”. Il successo planetario arriva due anni più tardi con “La spia che venne dal freddo”, bestseller che in Gran Bretagna vende mezzo milione di copie in tre mesi e negli Stati Uniti rimane in testa alla classifica di diffusione per 43 settimane consecutive. 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia