Una cerimonia nel segno di Ennio Morricone. A condurre la serata Anna Ferzetti nella cornice del Museo Maxxi di Roma. La 74esima edizione dei Nastri d’Argento è stata dedicata interamente al compositore di fama mondiale scomparso a Roma a 91 anni. Più conferme che sorprese nell’edizione 2020 dei premi cinematografici. Miglior film al caso cinematografico dell’anno: Favolacce di Damiano e Fabio D’Innocenzo (già premiato a Berlino per la sceneggiatura). Pinocchio di Matteo Garrone si aggiudica sei premi: regia, attore non protagonista a Roberto Benigni, scenografia, montaggio, sonoro e costumi. Quest’ultimo premio condiviso a pari merito con lo stesso Favolacce.
Conferme anche per Pierfrancesco Favino: miglior attore per il suo Bettino Craxi in Hammamet come l’anno scorso lo era stato per Il traditore. Nastro alla carriera a Toni Servillo.

Nella gara tra i due film più premiati vince Pinocchio contro i cinque premi di Favolacce: film, produttore, sceneggiatura, fotografia e costumi. “Dedico questo premio ad Ennio Morricone che ha reso squillante l’Italia nel mondo con la sua musica, genio e regolatezza allo stesso tempo. Ma lo dedico anche a tutte le persone che hanno sofferto per questa cosa che ci è capitata e che speriamo finisca presto. E intendo non solo le maestranze del cinema, ma tutti nel mondo”, ha detto Roberto Benigni ritirando il suo premio.

Conferma lo straordinario talento di Mattia Torre quel Figli, tratto da un monologo dell’autore scomparso, diretto da Giuseppe Bonito. Miglior commedia, attore e attrice di commedia a Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi. Tre premi anche a La due fortuna di Ferzan Ozpetek: miglior attrice protagonista a Jasmine Trinca, colonna sonora e canzone originale Che vita meravigliosa di Diodato. A questi si aggiunge Il cameo dell’anno a Barbara Alberti.

Miglior attrice non protagonista Valeria Golino per due film, Ritratto di una giovane in fiamme e 5 è il numero perfetto. Miglior regista esordiente Marco D’Amore per L’immortale (spin-off di Gomorra). Il riconoscimento per il miglior soggetto va a Il signor diavolo di Pupi, Antonio, Tommaso Avati. Tra i premi speciali assegnati dal direttivo dei giornalisti cinematografici, Film dell’anno è Volevo Nascondermi di Giorgio Diritti che vede premiati anche i produttori Carlo Degli Esposti e Nicola Serra (Palomar) e Paolo Del Brocco (Rai Cinema) e il protagonista Elio Germano, e il Nastro alla carriera a Toni Servillo. Nastro d’Oro a Vittorio Storaro e Premio Nino Manfredi a Claudio Santamaria.

“I premi del sindacato dei giornalisti cinematografici, nati nel 1946, ancora una volta e mai come quest’anno, sono – si leggeva nel comunicato dei Premi – dalla parte di chi lavora anche dietro le quinte, di quei professionisti, a volte “invisibili” ma fondamentali nella creazione di quel miracolo sempre nuovo che è un film. Ed è anche questo con questo spirito e la voglia di sottolineare la coralità di questo lavoro, il Nastro dell’Anno per Volevo nascondermi di Giorgio Diritti, che premia il regista, il protagonista Elio Germano, i produttori e tutto il cast tecnico del film”.

Redazione