Coprifuoco e limitazioni, due parole che i romani, come tutti gli abitanti della regione, credevano di essersi lasciati alle spalle. L’idea delle vacanze estive, il caldo e il via libera dalle mascherine all’aperto prospettavano quasi un ritorno alla normalità. Invece come un improvviso temporale estivo, è d’un tratto arrivata l’incombente nube della variante Delta che porta con sé la minaccia di un ritorno a mascherine anche all’aperto e cene al ristorante con non più di quattro persone a tavola. Se è vero che nel Lazio la campagna di vaccinazione procede spedita, è altrettanto vero che negli ultimi giorni si è registrato un notevole aumento dei contagi. La variante Delta preoccupa ed è proprio per questo che “la vera arma sono i vaccini” sottolinea il ministro della Salute Roberto Speranza.

NEL LAZIO LA VARIANTE DELTA CORRE – L’impatto della mutazione, arrivata al 27,2% in Italia, sta facendo risalire i contagi con il tasso di positività che è arrivato all’1,2%. Sono 19 regioni in cui si è registrato un aumento dei casi nell’ultima settimana, e in 10 di queste l’incremento è di oltre il 50% . Nell’ultima settimana è stato il Molise a registrare l’incremento maggiore di contagi, con il 271%, mentre il Lazio segue a non troppa distanza con un incremento del 90%. Secondo i parametri del ministero della Salute e del Cts si passa in zona gialla con un’incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti, oppure con un’occupazione dei posti letto in area medica deve essere uguale o inferiore al 30%, mentre in terapia intensiva deve essere uguale o inferiore al 20%. Stando all’andamento degli ultimi giorni, a preoccupare le Regioni è il primo parametro più che quello sulle ospedalizzazioni, visto che all’aumento dei casi al momento non è accompagnato da quello dei ricoveri.

LAZIO ZONA GIALLA – Antonio Magi, presidente dell’​Ordine dei Medici di Roma è stato chiaro: “I contagi aumentano, così rischiamo chiusure estive e zone gialle”. E in effetti, nella regione l’impennata è stata evidente e la variante Delta è salita. “E come lo fai il il tracciamento dei positivi nelle piazze? Per discoteche e locali chiusi ci vuole il green pass, come serve il rispetto delle regole – sottolinea Magi – I vaccini tutelano da questa variante e il Lazio ha ottimi numeri di immunità, ma serve senso civico”. Senso civico a cui si è appellato anche l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, che nei giorni scorsi ha dichiarato: “Bisogna mantenere alta l’attenzione, usare la mascherina quando non è garantito il distanziamento e vaccinarsi, soprattutto la fascia dei più giovani prima di andare in vacanza”.

COPRIFUOCO E MASCHERINE – La principale differenza tra zona bianca e gialla riguarda il coprifuoco. In zona bianca non ci sono limitazioni per gli spostamenti, mentre in zona gialla questi sono consentiti tra le 5 e le 24. Chi esce in orario di coprifuoco in zona gialla deve avere una autocertificazione. Le mascherine vanno obbligatoriamente indossate sia al chiuso, come in zona bianca, che all’aperto. Rimane in vigore il mantenimento delle distanze fisiche e si stringono i cordoni per gli assembramenti. Bar e ristoranti potrebbero tornare ad aprire e chiudere con limiti orari. Al chiuso si potrà stare al massimo in quattro al tavolo, dove si deve osservare il distanziamento e indossare la mascherina quando non si è seduti, e l’asporto sarà possibile fino alle 23. Si può far visita a parenti o amici, restando all’interno della stessa zona, con l’unica limitazione del numero di persone che si spostano, massimo quattro. Ma gli spostamenti dovranno essere ancora giustificati da autocertificazione, o possono avvenire se si è in possesso del Green Pass.

LA SITUAZIONE – Nel Lazio nelle ultime ore si sono registrati 166 nuovi casi 3 morti, con le terapie intensive stabili e i ricoveri in calo. L’obiettivo resta quello di accelerare la campagna di vaccinazione, l’unica arma contro il virus le sue varianti. Sembra essere quindi scongiurata, almeno per la prossima settimana, l’ipotesi che aveva mandato nel panico il mondo del turismo. Ristoranti, bar, negozi e tutte le attività dell’accoglienza temono una nuova stretta. Una mazzata che per molti piccoli e indipendenti potrebbe risultare quella definitiva.

Redazione