Nessuna “attività pastorale, catechistica e formativa in presenza”, con tanto di divieto di distribuire la comunione, per i sacerdoti non vaccinati.

È la mossa estrema presa da monsignor Giacomo Cirulli, vescovo delle Diocesi di Teano-Calvi e di Alife-Caiazzo, in provincia di Caserta, Diocesi che comprende poco meno di 50 comuni di ‘Terra di lavoro’.

In un decreto il vescovo ha infatti proibito “la distribuzione dell’eucarestia da parte di sacerdoti, diaconi, religiosi e laici non vaccinati, disponendo contestualmente la sospensione, a partire dalla giornata odierna, 9 gennaio, e fino a nuova comunicazione, “di ogni attività pastorale, catechistica e formativa in presenza“.

Una scelta netta che monsignor Cirulli ha preso guardando in particolare “alla situazione pandemica Covid-19 in costante e grave peggioramento”. Dal vescovo anche l’invito a “rispettare e a far rispettare rigorosamente le norme di profilassi e igienizzazione per il contenimento della pandemia all’interno delle nostre chiese e nei locali di pertinenza“, ricordando che “durante la celebrazione le ostie sull’altare devono essere tenute rigorosamente coperte nei previsti vasi sacri“. 

Nel decreto, riportato dall’AdnKronos, si legge inoltre che per quanto riguarda le celebrazioni è chiesto espressamente di “rispettare tassativamente il distanziamento e quindi il numero di accessi consentiti nell’aula liturgica”. 

Quindi una citazione di Papa Francesco conclude la comunicazione: “Vaccinarsi con vaccini autorizzati dalle autorità competenti è un atto d’amore. E contribuire a far sì che la maggior parte della gente si vaccini è un atto d’amore, per se stessi, per familiari e amici, per tutti i popoli”.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.