Pochi passaggi di colore, con molti governatori che dovranno attendere almeno un’altra settimana per poter godere di minori restrizioni sul proprio territorio. È quanto sancirà il monitoraggio settimane previsto oggi dopo la riunione della Cabina di regia.

È il caso della Lombardia, la regione guidata da Attilio Fontana che è stata in fascia rossa dal 17 al 24 gennaio per l’errore nel calcolo dell’Rt, salvo poi passare in arancione il 22 gennaio dopo il ricalcolo da parte dell’Istituto Superiore di Sanità che ha generato un polverone politico e un rimpallo di responsabilità tra tecnici del Ministero della Salute e quelli della Regione. Come da Dpcm infatti la Lombardia, come le altre regioni, deve attendere 14 giorni in cui i livelli di rischio devono rimanere bassi per poter passare in gialla. La prossima scadenza per i lombardi sarà dunque col monitoraggio del 5 febbraio, con le eventuali nuove restrizioni in vigore dal 7 febbraio.

È lo stesso motivo per cui altre regioni, come Lazio e Piemonte, rischiano di rimanere in arancione. Entrambe di fatto per alcuni indici sarebbero già di fatto” in giallo, ma per effetto dei 14 giorni potrebbero restare nella fascia intermedia di restrizioni.

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Regna l’incertezza invece per Emilia Romagna, Calabria e Puglia, mentre il Veneto appare in procinto di tornare in zona gialla già domenica grazie a dati sanitari in miglioramento. Proprio per Veneto ed Emilia Romagna era nato un fronte di scontro con l’Unione Europea e il suo Edcd, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che aveva inserito i due territori in zona rosso scuro, quella con restrizioni più dure, salvo poi correggersi a trasformarla in ‘semplice’ rossa.

Hanno le restrizioni più lievi, in giallo, Campania, Basilicata, Molise, Provincia autonoma di Trento, Toscana. E, almeno secondo le prime proiezioni, possono sperare di rimanere così. Resterà dunque in arancione gran parte dello Stivale: salvo sorprese la fascia intermedia sarà confermata per Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Umbria e Valle d’Aosta.

L’eventuale permanenza in zona arancione sarà oggetto di ricorso da parte del governatore della Sardegna Christian Solinas. Il presidente sardo ha già annunciato ricorso perchè ritiene ritenendo la permanenza nella fascia intermedia di rischio “del tutto immotivata”. Stessa posizione anche del collega dell’Abruzzo Marco Marsilio: “Il nostro indice Rt è a una media dello 0,81, ci aspettiamo di passare in fascia gialla da domenica”, ha spiegato l’esponente di Fratelli d’Italia.

Alle polemiche si è quindi aggiunto Attilio Fontana. Per il governatore lombardo la Regione “da tre settimane ha i dati da zona gialla”, ha scritto in un post su Facebook, auspicando dunque che “dopo la settimana ingiustamente passata in zona rossa, oggi il ministero della Salute possa prendere una decisione che tenga conto della reale situazione epidemiologica della nostra regione”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia