Alcune aree dell’Italia entreranno a far parte della nuova zona rosso scuro, considerata ad alto livello di infezioni di Covid-19, che si aggiungerà ai colori già presenti sulla mappa pubblicata dall’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc). A renderlo noto è stato il commissario europeo alla Giustizia Didier Reynders, illustrando in anteprima la nuova mappa che include nella zona rossa parti dell’Italia, della Francia, dei Paesi scandinavi e gran parte della Spagna.

La nuova categoria di rischio si applicherebbe alle aree in cui “il tasso di notifica delle infezioni di 14 giorni è di 500 o più”, ha spiegato Reynders.

“Dieci-venti Paesi Ue” presentano zone ad alto rischio che passano nella categoria ‘rosso scuro’: tra questi ci sono ampie zone del Portogallo e della Spagna e alcuni territori in Italia, Francia, Germania e Paesi scandinavi, ha detto infatti il commissario europeo.

A rischio in Italia, secondo una simulazione messa a punto dall’European Centre for Disease Prevention and Control, ci sarebbero la Provincia autonoma di Bolzano, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia Romagna.

IL MECCANISMO E LE REGOLE DELLA ZONA ROSSO SCURO – Ma cosa prevede la zona rosso scuro? Per chi viene da zone che per contagi rientrano in questa fascia, la Commissione europea propone che i singoli Stati debbano prevedere un test prima della partenza e una quarantena all’arrivo per tutti i viaggi.

Le zone rosso scuro, che non coincideranno ovviamente con uno Stato, diventerebbero così “off limits” e chi volesse uscirne dovrebbe dimostrare, oltre alla necessità e urgenza dello spostamento, di essere negativo al momento della partenza e una quarantena all’arrivo.

Le indicazioni non si applicano ai transfrontalieri, che per lavoro o motivi di famiglia passano i confini molto spesso, e ai lavoratori del settore dei trasporti.

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Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia