Lombardia e Lazio tornano in zona gialla a partire da lunedì 1 febbraio. Sono in totale cinque le regioni in fascia arancione mentre ben 16 in fascia gialla. L’ordinanza del ministero della Salute Roberto Speranza,  sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, verrà firmata nelle prossime ore ed entrerà in vigore da lunedì 1 febbraio (e non da domenica 31 gennaio, come si pensava in un primo momento).

Sono in area arancione le Regioni Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano. Tutte le altre Regioni e Province Autonome sono in area gialla. Nessuna regione in zona rossa: scendono in arancione Sicilia e Provincia di Bolzano. Molte invece le regioni che passano da arancione a giallo, comprese Lombardia e Lazio.

In zona gialla si trovavano da alcune settimane Campania, Toscana, Molise, Basilicata e Provincia di Trento. A queste regioni si aggiungono Lazio, Piemonte, Val d’Aosta, Marche, Friuli, Abruzzo, Lombardia, Veneto, Emilia, Calabria e Liguria.

“Mi ha appena chiamato il ministro della Salute, Roberto Speranza. La Lombardia passa in zona gialla”. Lo annuncia il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. “È stata una settimana certamente difficile – conclude il governatore – abbiamo lottato perché, come attestano i dati, i lombardi meritano questa riduzione delle restrizioni. A tutti chiedo di continuare comunque a mantenere sempre alta l’attenzione continuando ad adottare comportamenti virtuosi”.

REPORT ISS – “C’è una lenta decrescita dei casi, ma comunque una decrescita. L’Rt per l’Italia è 0.84, questo è un dato sicuramente positivo”. Lo dice il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro in conferenza stampa. “C’è un miglioramento ma è contenuto, l’epidemia resta in una fase delicata non ci dobbiamo rilassare troppo. Va mantenuta una grande attenzione” aggiunge.

Nel periodo 06 gennaio – 19 gennaio 2021, “l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,84 (range 0,75– 0,98), in diminuzione e con il limite superiore del range sotto l’uno”. E’ quanto si legge nella bozza del monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità. Negli ultimi 14 giorni “si continua a osservare una diminuzione dell’incidenza a livello nazionale”. E’ quanto si legge nella bozza del monitoraggio settimanale Iss. Il valore è di 289,35 casi ogni 100mila abitanti rispetto al 339,34 del periodo 4-17 gennaio.

OCCUPAZIONE TERAPIE INTENSIVE – Sono otto, contro le dodici della scorsa settimana, le regioni italiane che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica del 30%. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è del 28%. E’ quanto si legge nella bozza del monitoraggio settimanale Iss. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 2.487 (19/01/2021) a 2.372 (26/01/2021); il numero di persone ricoverate in aree mediche è anche in diminuzione, passando da 22.699 (19/01/2021) a 21.355 (26/01/2021). “Tale tendenza a livello nazionale sottende forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’incidenza impongono comunque misure restrittive”, precisa l’Iss.

UMBRIA A RISCHIO – Complessivamente, in Italia “una sola Regione ha una classificazione di rischio alto secondo il DM del 30 Aprile 2020 (erano quattro la settimana precedente), dieci hanno un rischio moderato (di cui una ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e dieci con rischio basso”. E’ quanto si legge nella bozza del monitoraggio settimanale dell’Iss. La regione con classificazione complessiva del rischio alta è l’Umbria. Rischio moderato per Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Provincia di Trento, Puglia e Toscana mentre per la provincia autonoma di Bolzano la classificazione è moderata contro alto rischio di progressione. Classificazione bassa le altre ragioni, ma con alto rischio di progressione per il Molise.

 

Redazione