Dovrebbe essere l’isola felice in cui potranno rifugiarsi i fortunati cittadini residenti in regioni dove l’indice Rt sarà sceso ripidamente, i contagi saranno quasi azzerati e le strutture sanitarie non saranno in sofferenza. È la “zona bianca”, come è stata ribattezzata dal ministro della Cultura Dario Franceschini, che l’ha proposta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e agli altri ministri.

La sua istituzione, che comporterebbe l’apertura totale per bar e ristoranti e la riapertura di cinema, palestre, musei e teatri, dovrebbe andare in porto col Dpcm che entrerà in vigore dal prossimo 15 gennaio. Tutte aperture/riaperture che dovranno fare i conti con alcuni obblighi imprescindibili: l’utilizzo dalla mascherina, il distanziamento di almeno un metro tra persone, il divieto di assembramento e l’obbligo di disinfettare le mani entrando nei locali.

I criteri e i parametri per consentire alle Regioni di poter entrare in zona bianca dovranno però essere decisi dal Comitato tecnico scientifico: l’ipotesi è che saranno particolarmente stringenti e con i numeri attuali appare complicato che qualcuno ci si possa anche solo avvicinare. L’indice Rt dovrebbe essere infatti inferiore allo 0,5 e al momento nessuna regione ci va vicino.