Non solo l’abbassamento della soglia dell’indice Rt per determinare il posizionamento nelle fasce. Il governo Conte è infatti al lavoro per introdurre un’ulteriore stretta in vista del Dpcm che dovrà entrare in vigore dal prossimo 16 gennaio, essendo quello attuale in scadenza il 15. 

La proposta all’esecutivo è arrivata direttamente dall’Istituto superiore di Sanità e condivisa anche dal Cts, il Comitato tecnico scientifico: se l’incidenza settimanale dei casi e’ superiore a 250 ogni 100mila abitanti scatta in automatico la zona rossa. Numeri non a caso: la quota ideale sarebbe di 50 casi su 100mila abitanti, mentre attualmente siamo come media nazionale fra 150 e 170.

Una possibilità che dovrà essere concordata con le Regioni, ma l’incontro tra le parti non è stato ancora fissato: è probabile, secondo l’Ansa, che si tenga all’inizio della prossima settimana.

Quanto al resto delle disposizione che verranno prese dall’esecutivo, non ci sarà alcun allentamento di misure e divieti attualmente in vigore dal 16 gennaio in avanti. Resterà dunque in vigore il sistema delle zone/fasce, che saranno più restrittive visto l’incubo di una terza ondata da affrontare durante la più grande campagna di vaccinazione di massa della storia.

GLI SPOSTAMENTI – L’esecutivo è intenzionato a confermare le restrizioni attualmente previste nella fascia gialla ‘rinforzata’, ovvero il divieto di circolazione tra le Regioni se non per motivi di lavoro, salute, urgenza. Stessa misura ovviamente anche nelle zone arancioni, dove inoltre non saranno consentiti gli spostamenti in altri comuni se non per motivi di lavoro, salute, urgenza: unica deroga prevista sarebbe quella per chi abita in comuni con un massimo di 5.000 abitanti di spostarsi, ma solo in un raggio di 30 chilometri e senza andare nei capoluoghi di provincia. Per le zone rosse invece potrebbero essere consentite le visite a parenti e amici a due adulti con minori di 14 anni e persone disabili per fare visita a parenti e amici, come già accaduto durante il periodo natalizio.

BAR, RISTORANTI, PISCINE E PALESTRE – Di certo non farà piacere ai proprietari di bar e ristoranti l’intenzione del governo di mantenere anche nelle regioni gialle la chiusura alle 18, consentendo dopo quell’orario solamente l’asporto e la consegna a domicilio.

Quanto a palestre e piscine, il dossier è nelle mani del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e del Cts, il comitato tecnico scientifico: allo studio la possibilità di riaprire almeno per le lezioni individuali.