Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto saranno Zona Arancione a partire da domenica 10 gennaio. È quanto prevede la nuova ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza. L’assegnazione all’area intermedia di rischio covid arriva sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, comunica il dicastero.

Il sistema delle Zone era stato previsto dal dpcm di inizio novembre. La Zona Arancione permette gli spostamenti all’interno del proprio comune, la consegna a domicilio per bar e attività di ristorazione, l’apertura di scuole dell’infanzia, delle elementari e delle medie (salvo altre disposizioni locali), la capienza dei mezzi pubblici ridotta al 50%, l’attività di negozi, alimentari, tabacchi, farmacie, parafarmacie, parrucchieri e centri estetici, l’attività sportiva e motoria all’aperto anche nelle aree attrezzate e nei parchi pubblici. Sono invece vietati gli spostamenti tra Regioni e Comuni (salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità, con l’obbligo di autocertificazione), l’apertura delle scuole superiori, la circolazione tra le 22:00 e le 5:00 salvo comprovati motivi, l’apertura di centri commerciali nei festivi e pre-festivi (tranne alimentari, farmacie ed edicole al loro interno) e di mostre, musei, cinema, teatri, sale scommesse, bingo, piscine e palestre. I bar e ristoranti restano chiusi, con asporto consentito fino alle 22:00 e consegna a domicilio illimitata.

È intanto tornato a salire, come non succedeva da sei settimane, oltre la soglia dell’1 l’indice di contagio Rt. È quanto emerge dalla bozza del monitoraggio settimanale del ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità. L’epidemia in Italia è al momento “in una fase delicata che sembra preludere ad un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti”. L’indice di trasmissibilità medio nel periodo dal 15 al 28 dicembre è stato pari a 1,03 (in un range da 0,98 a 1,13), in aumento da quattro settimane.

Il testo evidenzia che 12 Regioni sono a rischio alto questa settimana (nessuna la settimana precedente), otto a rischio moderato e la sola Toscana a rischio basso. Calabria, Emilia Romagna e Lombardia hanno un Rt puntuale superiore a 1 anche nel valore inferiore di range. Altre sei (Liguria, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta) lo superano nel valore medio, altre quattro lo raggiungono o lo sfiorano (Puglia, Lazio, Piemonte e Veneto). Il tasso delle occupazioni delle terapie intensive a livello nazionale torna a superare la soglia critica del 30%. Sono 13 le Regioni che superano la soglia critica.

“Si conferma pertanto la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale – raccomanda il report – che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie, compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi”.