L’esecutivo Conte, e in primis i ministri competenti sul ‘dossier’ come Francesco Boccia e Roberto Speranza, è già al lavoro per l’elaborazione del nuovo Dpcm che entrerà in vigore il prossimo 16 gennaio, mentre da lunedì 11 saranno cinque le regioni in zona arancione (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Sicilia) a causa del rischio sanitario connesso all’epidemia di Coronavirus.

Quel che sembra chiaro a tutti, politica e scienziati dall’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità, è che il virus non ha perso di potenza, anzi. “L’epidemia si trova, in una fase delicata che sembra preludere ad un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti”, è l’avvertimento arrivato venerdì dall’ISS.

Per questo non ci sarà alcun allentamento di misure e divieti attualmente in vigore dal 16 gennaio in avanti. Resterà dunque in vigore il sistema delle zone/fasce, che saranno più restrittive visto l’incubo di una terza ondata da affrontare durante la più grande campagna di vaccinazione di massa della storia.

GLI SPOSTAMENTI – L’esecutivo è intenzionato a confermare le restrizioni attualmente previste nella fascia gialla ‘rinforzata’, ovvero il divieto di circolazione tra le Regioni se non per motivi di lavoro, salute, urgenza. Stessa misura ovviamente anche nelle zone arancioni, dove inoltre non saranno consentiti gli spostamenti in altri comuni se non per motivi di lavoro, salute, urgenza: unica deroga prevista sarebbe quella per chi abita in comuni con un massimo di 5.000 abitanti di spostarsi, ma solo in un raggio di 30 chilometri e senza andare nei capoluoghi di provincia. Per le zone rosse invece potrebbero essere consentite le visite a parenti e amici a due adulti con minori di 14 anni e persone disabili per fare visita a parenti e amici, come già accaduto durante il periodo natalizio.

BAR, RISTORANTI, PISCINE E PALESTRE – Di certo non farà piacere ai proprietari di bar e ristoranti l’intenzione del governo di mantenere anche nelle regioni gialle la chiusura alle 18, consentendo dopo quell’orario solamente l’asporto e la consegna a domicilio.

Quanto a palestre e piscine, il dossier è nelle mani del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e del Cts, il comitato tecnico scientifico: allo studio la possibilità di riaprire almeno per le lezioni individuali.