La vita di Fabrizio Piscitelli, il capo degli Irriducibili della Lazio conosciuto con il nome Diabolik, valeva 100mila euro. Questa è stata la somma data a Raul Esteban Calderon, il 52enne argentino accusato di aver ucciso Diabolik.

La cifra doveva essere consegnata in contanti da Leandro Bennato, e “siccome era poco, ma lui non aveva altri contanti, gli avrebbe dato 4 mila euro al mese”. Calderon ha ricevuto un “vitalizio” mensile per uccidere il capo degli ultrà della Lazio e per mantenere il segreto sull’omicidio. Ma a tradire il 52enne argentino è la sua ex compagna, madre della figlia minorenne e sua sodale in parte della carriera criminale, quando Calderon era un rapinatore di gioiellerie.

Come riportato da Repubblica, la donna rivela anche chi ha commissionato il delitto: “Leo era il mandante”. E il movente “era personale, nel senso che Leo era considerato un infame da Diabolik e che stava spargendo, avrebbe potuto spargere questa voce”. Piscitelli ormai era divenuto scomodo a tutti.

La donna racconta dei soldi inziati a circolare in casa Calderon: “Mi disse di non preoccuparmi perché le cose sarebbero cambiate, mi diceva che si vedeva con Leo e che qualcosa sarebbe uscito fuori”. Migliaia di euro nascosti nei cassetti e negli armadi in casa dell’argentino, il prezzo per aver giurato fedeltà alla famiglia Bennato.

Del resto l’argentino rischia di coinvolgere la donna in una storia più grande di lei, in quell’omicidio avvenuto il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti. In una telefonata intercettata, l’ex compagna accusato il sicario di averle preso la pistola di nascosto per poi usarla nel pomeriggio di due anni fa per uccidere Piscitelli con un singolo colpo di pistola alla nuca. Arma, una calibro 9×21, che ad oggi non è ancora ritrovata. L’ex compagna, scrive Il Messaggero, ha messo tutto a verbale ed è stata poi condotta in una località protetta.

“M’hai rubato la pistola per fa n’omicidio de m…!“, dice in una intercettazione l’ex compagna di Raul Calderon. “Lo sai hai ammazzato Diabolik con la pistola mia, la 9X21, se me fai passà li guai so’ ca..i tua Raul, quando te fai trent’anni lo vedi come stai male? Co’ questo addio bello? E fa che nessuno mai me viene a bussà perché dico tutto quello che so“, dice la donna. “Tu stai male – è la replica di Calderon – te rendi conto de quello che dici… Dillo… urlalo brutta tr…”.

“A Raul… forse non hai capito che lo sanno tutti? Te devi andà a fà trent’anni perché non me li voglio fa’ io per te? Hai usato la pistola della rapina“, ribatte ancora l’ex compagna, che proprio per la questione dell’omicidio di Piscitelli romperà la relazione col 52enne argentino.

Ad indicare Calderon come responsabile del delitto anche una seconda persona: Enrico Bennato, criminale della periferia Ovest di Roma. Quest’ultimo, intercettato in carcere mentre parlava col fratello arrestato per minacce all’ex fidanzata, avrebbe fatto il nome dell’argentino come esecutore dell’omicidio di Diabolik. “Ha ammazzato Diabolik, lo sa tutta Roma, le guardie però non c’hanno le prove, io so indagato eh, so indagato de Diabolik“, dice Bennato, non sapendo in realtà che gli investigatori erano già in possesso delle prove contro l’argentino.

Ed è proprio con Enrico Bennato che Calderon avrebbe commesso un secondo delitto, nel settembre 2020, quando l’albanese Shehaj Selavdi è stato ucciso tra le spiagge di Torvaianica.

Redazione