Ancora una giornata durissima per Piazza Affari a Milano e per lo spread. Il differenziale tra Btp e Bund tedeschi è salito fino a 322 punti con il rendimento del decennale italiano al 2,93%, toccando il livello più alto da febbraio 2019 dopo l’apertura iniziale a 276 punti,  per poi scendere a quota 306 punti

BORSA DI MILANO IN ROSSOII mercati europei restano in balia della volatilità nonostante gli interventi delle banche centrali e le misure varate dai Governi. Forti cali a Londra, Francoforte e Parigi con i listini che cedono oltre il 5%, in rallentamento anche Piazza Affari con il Ftse Mib che lascia sul terreno quasi il 3% a 14.877,88 punti.

Sono scattate le nuove sospensioni al ribasso, tra gli stop al momento quello di Intesa Sanpaolo, Leonardo e Mediobanca. Telecom Italia resta tra le protagoniste del listino, con rialzi di oltre il 5% dopo il rally della vigilia. Diversi titoli del Ftse Mib risultano al momento sospesi per eccesso di ribasso sul prezzo di controllo. Tra questi spicca CNH ferma a 5,382 euro (-10,3%). Stop per eccesso di ribasso anche per Mediobanca e Leonardo, che al momento della sospensione perdevano rispettivamente il 6 e il 5 per cento. Ferma a quasi -6% anche Intesa Sanpaolo

CONSOB: “VIETATE VENDITE SCOPERTO PER 3 MESI” – La Consob ha introdotto un divieto alle posizioni nette corte, vale a dire le vendite allo scoperto e altre operazioni ribassiste, su tutto il listino di Piazza Affari e per la durata di tre mesi. La decisione arriva dopo aver ricevuto parere positivo dall’Esma alla luce delle forti turbolenze innescate negli ultimi giorni dal coronavirus.

“Il divieto, per la prima volta, si applica a tutte le azioni negoziate sul mercato regolamentato italiano”, si legge nella nota odierna di Consob. In base al divieto, che fa seguito a quelli già adottati per le sedute del 13 e del 17 marzo, è vietata dunque ogni forma di operazione speculativa ribassista, anche effettuata tramite derivati o altri strumenti finanziari. Sono vietate anche le operazioni ribassiste intraday.

Non solo. La Consob ha anche deciso di introdurre temporaneamente un regime di trasparenza rafforzata sulle partecipazioni detenute dagli investitori nelle quotate a più alta capitalizzazione e ad azionariato diffuso. Nel dettaglio, il provvedimento fissa soglie inferiori al superamento delle quali scatta l’obbligo di comunicare la partecipazione nelle quotate. La nuova soglia è fissata all’1% per le società non Pmi e al 3% per le Pmi. Anche questo provvedimento, salvo revoca, rimarrà valido per i prossimi tre mesi.