Mercati chiusi, aree residenziali isolate, viaggi vietati. È la “modalità di guerra” nella quale è entrata Pechino dallo scoppio di un nuovo focolaio lo scorso giovedì. Con i 27 nuovi positivi al coronavirus riportati oggi, sono in tutto 106 i casi di contagio. La capitale cinese non aveva mai registrato numeri così alti. “La situazione epidemica è estremamente seria – ha dichiarato in conferenza stampo il portavoce della municipalità Xu Hejian – ora dobbiamo adottare strette misure per fermare la diffusione del Covid”. Pechino non faceva registrare nuovi positivi da 56 giorni consecutivi.

L’esplosione di contagi è stata tracciata in un mercato all’ingresso di cibo nella parte sud-ovest di Pechino dove si vendono migliaia di tonnellate di cibo e frequentato da centinaia di persone al giorno. Si tratta del mercato di Xinfadi. Più di 8mila lavoratori del mercato sono stati testati e mandati in strutture centralizzate per la quarantena. 76mila residenti sono stati sottoposti a test, mentre le autorità hanno ispezionato 13.962 bancarelle, disinfettato 276 mercati alimentari e 33.173 ristoranti. Sono 11 i mercati ad aver chiuso, molti temporaneamente. Strette misure di prevenzione sono state adottate ormai da giorni: scuole chiuse, trasporti sospesi, servizio taxi interrotto. Annunciate ulteriori restrizioni ai viaggi dentro e fuori la provincia. Da lunedì le strutture sportive e ricreative sono state chiuse. Almeno 29 comunità locali della capitale cinese sono in lockdown, intorno a due mercati, 22 quelle considerate a medio rischio. In tutto sono circa 90mila le persone interessate su una popolazione complessiva di oltre 21 milioni di persone.

Restrizioni annunciate anche in altre provincie, come quella di Yunnan, nel sud, dove è stata prevista la quarantena per gli arrivi dalla capitale. Stessa decisione presa a Shanghai. I ricercatori stanno cercando le origini del nuovo focolaio. Ipotesi vogliono che siano stati dei casi di importazione dall’estero a causare il cluster. Media di stato hanno spiegato che il virus è stato scoperto sui taglieri usato per i salmoni importati nel mercato di Xinfadi. Improbabile, secondo gli esperti, che il virus abbia direttamente origine dai salmoni. Il direttore del Global Times Hu Xijin ha dichiarato che “i politici statunitensi probabilmente vedranno un miracolo che Pechino possa avere zero nuovi casi in un mese”. Tre funzionari sono stati licenziati per il nuovo focolaio, tra cui il capo del mercato Xinfadi, il capo del partito comunista del sottodistretto locale e il vicecapo del distretto.

Dall’esplosione dell’epidemia a Wuhan, la città focolaio, lo scorso anno, la Cina ha comunicato oltre 84mila casi nel Paese e oltre 4.600 decessi. Diversi media e fonti giornalistiche internazionali hanno messo in discussione la trasparenza di Pechino nel comunicare i dati esatti della pandemia.

Redazione