Una storia secolare, iniziata ben 134 anni fa, nel 1887, che si fermerà domani. La Gazzetta del Mezzogiorno, storico quotidiano del meridione e testata più antica di Puglia e Basilicata, esce oggi in edicola con l’ultimo numero per mancanza di un editore.

Il quotidiano oggi apre con una prima pagina che riassume lo stato d’animo della redazione: “Arrivederci” è il titolo a tutta pagina, rimasta bianca e senza altre notizie, con le parole di speranza affidate all’editoriale del direttore Michele Partipilo.

Ultimo giorno per i fedeli lettori del quotidiano, che da domani non sarà più in edicola dopo il fallimento della società editrice e la rinuncia della Ledi srl, che ha editato il giornale negli ultimi sei mesi, a prorogare il fitto del ramo di azienda di un mese, in attesa della conclusione della gara per l’assegnazione definitiva. 

“Cari lettori – scrive il direttore nell’editoriale – quanto annunciato ieri è diventato purtroppo realtà. Nonostante i febbrili contatti delle ultime ore non è stato possibile individuare una soluzione che consentisse alla Gazzetta del Mezzogiorno di continuare le pubblicazioni “. “Per questo gridiamo questo titolo che è insieme il segno di una sconfitta e il manifesto di una speranza . Se lo vorranno – continua il direttore Partipilo – le istituzioni interessate potranno rendere brevissima l’assenza della Gazzetta dalle edicole. Sarebbe sufficiente che il Comitato dei creditori esprimesse subito, magari domani stesso, la sua valutazione delle due proposte in campo. Dopodiché al giudice non resterebbe che prenderne atto e procedere all’assegnazione della testata . Anche in attesa della procedura di omologazione, l’assegnatario avrebbe tutte le carte in regola per riportare la Gazzetta in edicola”. “Noi – conclude Partipilo – siamo fiduciosi”.

I primi a pagare saranno ovviamente i dipendenti. Col disimpegno della Ledi srl i contratti verrano infatti retrocessi alla società fallita Edisud e i dipendenti, 144 tra giornalisti e poligrafici, finiranno in cassa integrazione a zero ore.

La crisi della storica testata era iniziata nel settembre 2018 con il sequestro da parte del tribunale di Catania delle quote della Gazzatte del Mezzogiorno di proprietà dell’editore siciliano Mario Ciancio Sanfilippo. Fino al dissequestro, per 18 mesi il giornale resta aperto e la pubblicazione viene garantita dai commissari giudiziari. Quindi nel maggio 2020 la decisione di Ciancio di liquidare la società e la richiesta di fallimento da parte della Procura di Bari di chiedere il fallimento di Edisud, società editrice della Gazzetta. 

I curatori fallimentari e il giornale vanno avanti grazie all’esercizio provvisorio fino a quando la Ledi srl si aggiudica il fitto del ramo di azienda fino al 31 luglio. La rinuncia alla proroga da parte di Ledi, del gruppo Ladisa di Bari, non permetterà più la pubblicazione del quotidiano.

La speranza citata dal direttore Michele Partipilo nel suo editoriale sta nell’interessamento da parte della Ecologica spa, della famiglia Miccolis, di rilevare il giornale. Il 28 agosto prossimo, scrive Repubblica, i creditori dovranno votare il piano della stessa Ledi e quello della Ecologica spa.

“Un pugno nello stomaco per chi ha a cuore la funzione della stampa la struggente prima pagina de La Gazzetta del Mezzogiorno con l”Arrivederci` firmato dal direttore Michele Partipilo”. E’ il messaggio che arriva il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Verna, che commenta così la chiusura dello storico quotidiano. “Vogliamo con ottimismo avere la certezza che non possa essere un addio – afferma ancora Verna – non sarebbe una sconfitta solo del giornalismo, ma di una comunità locale e dello Stato, che mostrerebbe di non saper sostenere il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati di cui all’articolo 21 della Costituzione”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia