Un terremoto, l’ennesimo, nel gruppo editoriale GEDI della famiglia Elkann-Agnelli. Il direttore de L’Espresso Marco Damilano ha annunciato oggi, in un editoriale pubblicato sul sito web del settimanale, le dimissioni dal suo incarico in aperta polemica con l’editore.

Una decisione che arriva per la scelta di GEDI di vendere la testata, una mossa che segue un periodo di continua ‘ristrutturazione’ dei giornali del gruppo. In realtà, come sottolineato dallo stesso Damilano nella sua lettera di commiato dai lettori de L’Espresso, le voci su una cessione del giornale andavano avanti ormai da tempo, senza essere smentite dall’editore.

Tornando a Damilano, il direttore usa toni sferzanti contro l’editore, accusandolo di aver appreso della decisione di vendere L’Espresso “da un tweet di un giornalista, due giorni fa, mercoledì pomeriggio”, un riferimento a quanto pubblicato da Claudio Plazzotta martedì.

Una situazione che è precipitata dopo “mesi di stillicidio continuo, di notizie non smentite, di voci che sono circolare indisturbate” che secondo Damilano hanno provocato “un grave danno alla testata“.

Il direttore de L’Espresso nella sua lettera ai lettori ha anche rivelato di essersi speso personalmente nel tentativo di trovare soluzioni alternative per il gruppo GEDI, trattative che “sono proseguite senza condivisione di un percorsofino ad arrivare “a oggi, alla violazione del più elementare obbligo di lealtà e di fiducia”.

Parole al vetriolo sono destinate alla strategia editoriale del gruppo ora di proprietà della famiglia Elkann, con Damilano che ricorda come “soltanto durante la mia direzione si sono alternati due gruppi proprietari, due presidenti, tre amministratori delegati, tre direttori di Repubblica. E ora si vuole far pagare al solo Espresso l’assenza di strategia complessiva”.

Una decisione, quella del gruppo GEDI, che per Damilano è “scellerata” ma “quando il tempo è scaduto e lo spettacolo si è fatto insostenibile, c’è bisogno che qualcuno faccia un gesto, pagando anche in prima persona. Lo faccio io. Lo devo al mestiere che amo, il giornalismo. E soprattutto lo devo alla mia coscienza“.

Futuro con Iervolino?

Quanto al futuro della storica testata fondata da Eugenio Scalfari e Carlo Caracciolo, le voci sempre più insistenti parlano di una cessione del settimanale al gruppo editoriale Bfc Media, controllato dalla famiglia Iervolino.

Daniele Iervolino, 43enne imprenditore napoletano originario di Palma Campania, ha fondato l’Università telematica Pegaso (venduta Fondo Cvc per 1 miliardo di euro) ed è da pochi mesi proprietario della Salernitana, club di Serie A. Recentemente è entrato nel mondo dell’editoria, acquistando il 51% di Bfc Media, azienda che opera nel settore dell’informazione, editrice di Forbes Italia.

I problemi di GEDI ed Espresso

La scelta di GEDI di cedere la testata non sorprende. L’Espresso negli ultimi anni, così come gli altri settimanali di informazioni in Italia, ha vissuto un periodo travagliato fatto di perdite economiche e cali di vendite.

Damilano era stato nominato direttore nel 2017, dopo due anni da vicedirettore, e in più occasioni non aveva fatto mancare critiche alla proprietà sui pochi investimenti sul settimanale.

 

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Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia