Zerocalcare ha realizzato con molte probabilità la serie tv del momento: si chiama Strappare lungo i bordi ed è uscita ieri sulla piattaforma di streaming Netflix. Una serie tv animata, la prima del fumettista romano, tra i più noti e con più lettori e seguito della sua generazione: cinico, aderente allo stile di vita straight edge, oltre un milione di copie vendute già nel 2019, finalista al Premio Strega nel 2015 con Dimentica il mio nome (Bao Publishing), cinico e romantico allo stesso tempo. Può essere considerato già un autore di culto della sua generazione.

Strappare lungo i bordi è l’erede degli esperimenti in video animati che il fumettista ha intrapreso da alcuni anni. Diversi corti che aveva realizzato e pubblicato (anche alla trasmissione di La7 di Diego Bianchi, in arte Zoro, Propaganda Live) durante il primo lockdown provocato dalla pandemia da coronavirus avevano avuto un notevole successo. La produzione della serie era stata annunciata lo scorso dicembre. È stata prodotta da Movimenti Production con BAO Publishing.

Sei episodi in tutto, presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, da oggi su Netflix (visibile anche su Sky Q e tramite app su Now Smart Stick). Un racconto nostalgico e disincantato, adolescenziale o tardo adolescenziale, a partire dagli aneddoti degli amici Zero, Sarah e Secco. Zerocalcare stesso doppia la voce di ogni personaggio tranne quella dell’Armadillo, una specie di Grillo Parlante del protagonista, che è doppiato da Valerio Mastandrea. La sigla della serie tv è del cantautore romano Giancane.

Il significato del nickname Zerocalcare

Zerocalcare è il nome d’arte di Michele Reich, classe 1983, romano di Rebibbia ma nato a Cortona. L’artista ha fornito la spiegazione forse più esauriente, sul significato del suo nome d’arte, in occasione della presentazione a “Più libri più liberi” della graphic novel Dodici, era il 2014. “Per un motivo stupidissimo. Non è un gioco di parole, non c’è un significato profondo. Mi serviva un nick per partecipare a una discussione su un sito di controinformazione dove si litigava un sacco circa dieci anni fa. In quel momento in tv c’era la pubblicità di Zerocal che era quel buttafuori: ‘Quando il calcare voleva entrare in discoteca’. Ho messo quello e poi me lo sono tenuto”.

Il virgolettato è stato riportato da Cronache Letterarie. A Creazina  lo stesso Reich raccontava più o meno negli stessi termini: “Dovevo polemizzare con qualcuno su un forum, dieci anni fa, e non lasciavano postare commenti anonimi. Di là c’era la TV accesa e andava la pubblicità di Zerocal, e io ho messo quel nome giusto per riempire il campo e poter lasciare il commento. Poi mi è rimasto attaccato addosso”.

La serie tv di Zerocalcare

Il fumettista ha annunciato l’uscita della serie tv con un post e un video sui suoi canali social: “Ciao, è uscita Strappare lungo i bordi, lo so che ve stanno a fa una capoccia così ma tenete presente che gli episodi durano 20 minuti scarsi quindi in un’ora e mezza ve la siete levata dar c***o. Solo due appunti:

1) È un lavoro collettivo, ci sono state appresso 200 persone, purtroppo sono tutti nomi che finiscono in un imbuto da cui spesso esce fuori solo “la serie di zerocalcare”. Giuro che faccio del mio meglio per riconoscere a ognuno il lavoro che ha fatto e lo ripeto sempre. Graziedodicimilioni a tutti e tutte, spero che il risultato finale e le reazioni non vi faranno vergognare di averci lavorato e che anzi ce svoltate altri lavori.

2) Tra le cose diverse che quest’esperienza mi ha portato rispetto al fumetto, c’è il fatto di aver potuto usare la musica. In mezzo a tutti i pezzi, che se stanno là è perché in qualche modo ce sto o ce so stato in fissa, averci il pezzo di @canegiancane come sigla, Libero dei @klaxon_punk nella prima puntata, e Un battito ancora de @gli_ultimi nella sesta, è stato molto più importante di quanto sembra, come quando parti per un viaggio lontanissimo tipo in Siria ma ti porti le cuffie con la musica che ti senti da tutta la vita per sentirti a casa e ricordarti da dove vieni”.

 

 

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Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.