Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi preferisce Ulisse e l’Odissea ai Savastano e a Ciro Di Marzio di Gomorra. E ci mancherebbe: certo non può il nuovo primo cittadino ignorare il fenomeno, già un cult, della serie tv italiana più apprezzata del mondo, ispirata dal romanzo no fiction omonimo di Roberto Saviano, ormai ai titoli di coda. “Napoli – dice – non è solo Gomorra”.

Manfredi, ex rettore dell’Università Federico II, docente di ingegneria, ministro dell’Università nel governo Conte 2, eletto al primo turno con il 63%, ha parlato della serie in dirittura d’arrivo – le puntate della quinta stagione al via il 19 novembre su Sky e in streaming su Now – in una lunga intervista a Il Venerdì di Repubblica. “Gomorra ha rappresentato una faccia della città in una determinata fase storica, che in parte è alle nostre spalle. Per un periodo Napoli è stata identificata totalmente con la fiction. Scampia oggi è un quartiere molto diverso anche grazie all’attenzione determinata da Gomorra, che ha fatto da sponda per la parte sana, ha contribuito alla rigenerazione sociale denunciando i problemi”.

E però anche vero, secondo il sindaco, che “la città ha pagato la mancanza di una narrazione anche positiva, che in un certo senso controbilanciasse quella della fiction, e in cui emergessero le forze del Bene in antitesi a quelle del Male. Gomorra è il racconto unilaterale di una metropoli, che è esistita ed esiste ancora, ma che non ha un solo volto”.

Insomma Napoli è anche mille storie oltre che “mille culure”. Altro tema, da non trascurare per il sindaco, è quello secolare e irrisolto, di tanti altri capolavori da Scarface a Il Padrino e via dicendo: l’emulazione, la creazione di miti criminali. “Il mito della Camorra come unica strada per affermarsi, quasi una sorta di mitologia della criminalità. È accaduto, penso agli altarini per i boss, ai murales disegnati in memoria di giovani malviventi uccisi. Gomorra ha creato dei miti, tuttavia è pur sempre una cronaca della realtà. Non possiamo ignorarla, ma dobbiamo lavorare sulla speranza, sul lavoro e sull’educazione per i giovani, soprattutto nelle fasce più deboli”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.