Luisa è una mamma giovane, ma negli occhi ha la pena e la sofferenza di chi ha già vissuto molte vite. Vittima di ripetute violenze, nel 2016 denuncia il suo ex marito per maltrattamenti rivolti a lei e ai 3 figli. Nonostante il repentino arresto dell’uomo, dopo 10 giorni i servizi sociali hanno deciso di affidare i bambini proprio ai genitori del marito. Minacciata dalla famiglia dell’ex compagno, Luisa decide allora di annullare la denuncia, e di continuare a far visita ai suoi 3 bambini nella casa poco sicura dove abitavano, in presenza dell’ex e dei suoceri.

Nemmeno in questa circostanza le cose vanno meglio, e Luisa continua a ricevere violenze, insulti e minacce anche durante le visite. Cominciano le cause, e nel frattempo rimane incinta una quarta volta: è la piccola Denise, con cui vivrà in una casa protetta di Marcianise per circa un anno, dove sarà messa in condizione di seguire dei percorsi formativi e dove, finalmente, sembrerà trovare un trattamento decoroso e un ambiente adeguato per far crescere la sua nuova creatura. Dopo appena 6 mesi però, Luisa e Denise vengono nuovamente trasferite, questa volta a Casandrino, e il calvario ricomincia, a suon di violenze psicologiche e maltrattamenti di ogni sorta. I suoi primi 3 figli vengono ritenuti ora adottabili, e mamma Luisa perde anche la possibilità di vederli a colloquio. Dopo tante sofferenze, il colpo di grazia: anche la piccola Denise, nonostante gli occhi di Luisa brillino di una luce di inconfondibile amore solo a parlarne, viene strappata alla adorata mamma.

Da allora sono passati ben sei anni, e nonostante i numerosi percorsi di crescita personale che hanno condotto Luisa a diventare una OSA (Operatrice Socio Assistenziale), la Legge continua a descriverla come una madre non idonea, troppo apprensiva e poco autorevole nel prendersi cura dei suoi figli. La lunga e inscalfibile depressione che da allora l’attanaglia non ha spento il desiderio di conoscere le sorti dei suoi 4 pezzi di cuore, di cui segue la crescita come può, in virtuale, sui social network. “Non mi spiego perché dopo aver denunciato il mio ex per proteggere i miei figli, abbiano deciso di portarmeli via. Cosa ho fatto di male per perderli?” Non trova pace né ragione Luisa, il cui amore sincero e spontaneo non è bastato a scongiurare una perdita tanto dolorosa, la perdita dell’affidamento di ben quattro figli. Vittima di violenza, con le sue coraggiose denunce ha ottenuto altro dolore, altre incomprensioni, altra solitudine, senza che i servizi sociali e le istituzioni in generale valutassero con rispetto i suoi meritevoli tentativi di emergere da un contesto inadatto e pericoloso in cui ha messo al mondo i suoi pargoli, per metterli al sicuro e garantire loro un futuro migliore.