Nel terzo trimestre del 2019 si stima che il prodotto interno lordo (Pil) sia aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,3% in termini tendenziali. A rilevarlo l’Istat, che ha diffuso il suo consueto report sulla crescita economica del Paese. “I dati più recenti del Pil – è il commento dell’Istituto nazionale di statistica sulla stima preliminare del Pil – confermano la persistenza di un quadro di sostanziale stagnazione dell’economia italiana dall’inizio del 2018”.

Il terzo trimestre del 2019, rileva l’Istat, ha avuto due giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al terzo trimestre del 2018. La variazione congiunturale, aggiunge l’Istat, è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca e di lievi aumenti sia in quello dell’industria, sia in quello dei servizi. Dal lato della domanda vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta.

Sempre oggi sono stati diffusi i dati di Eurostati sul Pil dell’eurozona, aumentato dello 0,2% nel terzo trimestre del 2019, lo stesso ritmo registrato nei tre mesi precedenti. L’istituto ha precisato inoltre su base annua il Pil è salito dell’1,1% destagionalizzato. Nel terzo trimestre, considerato l’Ue a 28 Paesi, il Pil è aumentato dello 0,3% su base trimestrale e dell’1,4% su anno.

Proprio parlando di crescita il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, intervenendo alla 95sima giornata mondiale del Risparmio, ha spiegato che “non può può esserci crescita sostenibile dell’economia reale senza stabilità finanziaria così come la stabilità finanziaria non è reale senza crescita sostenibile perché è destinata a tramutarsi in instabilità nei periodi di ciclo avverso”.