Una provocazione, ma che lascia intendere chiaramente come la misura sia ormai colma e che la crisi già in corso e che in autunno vedrà effetti ancora più nefasti sia la prima emergenza da affrontare per il prossimo governo. 

I costi dell’energia per commercianti e famiglie si sono fatti negli ultimi mesi sempre più alti, nonostante i tentativi dell’esecutivo Draghi di stanziare aiuti economici. A denunciarlo con una iniziativa ‘virale’ è stato Alberto Rovati, proprietario del ‘Funky Gallo’, storica storica attività di ristorazione sulla piazza centrale di Roncadello, frazione di Casalmaggiore, al confine tra le province di Cremona e di Mantova.

A raccontare della sua iniziativa è il Corriere della Sera. Sulla vetrina del suo locale Rovati ha affisso un cartello eloquente: “Quando le spese diventano insostenibili. Una pizza margherita a 10 euro e passare da ladro o chiudere l’attività?”, è la domanda retorica del ristoratore, che accanto al cartello piazza la bolletta dell’energia elettrica di luglio 2022, per un esborso che supera di poco i 4mila euro.

I ‘Funky Gallo’ è noto nell’area anche per i prezzi concorrenziali, ma di fronte alla carissima bolletta è sopraggiunto lo sconforto in Rovati: “La bolletta dell’energia elettrica mi è arrivata domenica scorsa: la sera stessa ho deciso di esporla — spiega Rovati al Corriere —. Non l’ho certo fatto per spaventare i clienti, dato che loro sono affezionati e credo che arriveranno ancora. Ma per essere molto trasparente. E per lanciare una forte protesta: così non si va avanti”.

Di fronte ai 4.058 euro Rovati ha immediatamente confrontato quella cifra con quella di 12 mesi fa, prima del conflitto in Ucraina e della speculazione internazionale: “All’epoca spendemmo 1.350 euro: dunque abbiamo subìto in dodici mesi il rincaro è stato del 300%. Aggiungo che a giugno di quest’anno, dunque un mese prima, eravamo arrivati a 2.200 euro, e già la cifra mi sembrava alta. È vero che a luglio abbiamo fatto qualche pizza in più, ma si parla da un mese con l’altro del doppio della spesa”, spiega il ristoratore. 

Ma a spingere i prezzi all’insù non è solo l’elettricità, come ben sanno famiglie e imprenditori. “Poi ci sono gas e tutte le forniture essenziali. E soprattutto ci sono le materie prime: olio, grano, tutto quello che serve per fare funzionare una pizzeria-ristorante come la nostra”, dice Rovati. Dunque se prima ‘Funky Gallo’ poteva permettersi di servire una pizza margherita a 5-6 euro, “adesso dobbiamo passare al rialzo. Siamo costretti. L’alternativa è chiudere l’attività”.

Quello della pizza a 10 euro è una provocazione, ma non così lontana dalla realtà. “Chi lavora, lo fa per avere un guadagno, anche minimo, non per andare in pari, altrimenti non ci sarebbe spirito imprenditoriale. Se io oggi mettessi una margherita a 8-9 euro, probabilmente pareggerei tutte le spese. Da lì la prospettiva di farla pagare 10 euro. Se non altro credo di essere stato onesto e trasparente coi miei clienti”, spiega infatti Rovati.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia