“Al piccolo Michael mancano le qualità necessarie per fare bene, non c’è nessun altro contro cui preferire correre più di lui”. E’ il pensiero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sull’ipotetica candidatura di Bloomberg, ex sindaco di New York, alla corsa alla Casa Bianca, le cui elezioni sono in programma il 3 novembre 2020, passando prima per le primarie del partito democratico.  Secondo Trump “una sua possibile candidatura potrebbe danneggiare Joe Biden“.

Nelle scorse ore l’ipotesi di una candidatura di Michael Bloomberg ha preso corpo secondo una serie di indiscrezioni lanciate dal New York Times. Stando a quanto riporta il prestigioso giornale americano, l’ex primo cittadino di New York dovrebbe presentare già nelle prossime ore la documentazione per candidarsi. E dovrebbe farlo nello stato dell’Alabama, dove oggi (venerdì 8 novembre) è il termine ultimo per poterlo fare e accedere così alle primarie.

La sensazione è che Bloomberg, anche se non ha ancora deciso al 100% se scendere in campo o meno, potrebbe depositare i documenti necessari per la candidatura alle primarie, lasciandosi così la porta aperta nel caso sciogliesse le riserve. A spingere Bloomberg a considerare seriamente la candidatura è il parterre dei democratici che riterrebbero Joe Biden “debole”, mentre Bernie Sanders ed Elizabeth Warren “lontani dalla vittoria”. Alcuni stretti collaboratori di Bloomberg riferiscono che l’ex sindaco è convinto che Trump sarà rieletto se Warren dovesse incassare la nomination democratica. Bloomberg a differenza degli altri dem in corsa non ha bisogno di raccogliere fondi: la sua fortuna gli consente di decidere anche all’ultimo momento se candidarsi senza doversi preoccupare di come finanziare la campagna.