La politica torna ad occuparsi del web, in particolare dei problemi relativi all’odio social e la privacy. Il deputato di Italia Viva Luigi Marattin ha infatti annunciato su Twitter di voler presentare una proposta per obbligare chi ha intenzione di aprirsi un profilo social a depositare un documento di identità. “Da oggi al lavoro per una legge che obblighi chiunque apra un profilo social a farlo utilizzando un documento d’identità – scrive infatti l’economista renziano -. Poi prendi il nickname che vuoi (perché è giusto preservare quella scelta) ma il profilo lo apri solo così”.

Poche ore prima il tweet di Marattin era stato anticipato da quello del regista Gabriele Muccino che aveva lanciato l’idea, non nuova, di regolamentare l’accesso ai social. Lo scorso anno in Senato era stato depositato un disegno di legge a firma Pagano, Bernin, Malan e altri, che chiedeva la modifica del decreto legislativo del 2003 con l’introduzione di una misura simile.

Fortissime, come era possibile prevedere, le polemiche che si sono accese proprio a commento del tweet di Marattin. C’è chi ha ricordato in maniera ironica al deputato renziano che il web “non ha confini, sbarre, nemmeno passaggi a livello. La legge la facciamo italiana? Europea? Mondiale? O galattica?”. Altri invece, entrando nel merito della proposta, hanno accusato Marattin di dimenticare che “la PPTT serve già a questo, e che se “un anonimo” commette un reato in rete è già rintracciabile tramite IP, che provider e social sono obbligati a mantenere”.