Putin in Russia “è famoso per essere una sorta di freddo giocatore di scacchi“, dipingerlo come “impazzito o in punto di morte e dunque disposto a tutto, come i personaggi diabolici delle fiction, non ha alcun senso”. Dopo aver definito una “fiction” le immagini provenienti da Mariupol, città del sud dell’Ucraina quasi del tutto rasa al suolo dall’esercito russo, Carlo Freccero, ex direttore di Rai 2, torna sulla polemica relativa all’orrore di Bucha, dove decine di cadaveri, alcuni anche carbonizzati, altri con le mani legate dietro la schiena, sono stati ritrovati in strada dopo il ritiro delle truppe dell’esercito russo. Per Freccero, entrato in aperta polemica con il filosofo Massimo Cacciari, le immagini diffuse dall’Ucraina sul massacro della cittadina a nord di Kiev sarebbero funzionali ad un’escalation voluta del conflitto, costruite a scopo propagandistico. In una intervista all’AdnKronos, commenta: “C’è chi spinge in quella direzione, e per giustificare una cosa così mostruosa, ci vuole una causa altrettanto mostruosa: una strage”.

Sia Freccero che Cacciari fanno parte del movimento ‘Dubbio e Precauzione‘, composto da filosofi, scienziati e giuristi.  “Che le fake news, al pari della propaganda, vengano utilizzate nei contesti di guerra come strumenti per pilotare l’opinione pubblica e le decisioni non è una novità. E’ sempre avvenuto” osserva Cacciari, intervistato da LaPresse. “Dalle manipolazioni non c’è modo di difendersi. L’unica possibilità è studiare, comprendere le ragioni alla base delle varie dinamiche, e poi affidarsi al proprio ragionamento politico”, aggiunge Cacciari che sottolinea che “ci sono alcune verità assodate” come “il fatto che qui ci sia un soggetto aggressore e uno aggredito”.

L’ex direttore Rai casca invece nella propaganda russa e inciampa nella fake del falso sito di fact-checking anonimo “Guerra ai falsi”: “C’è un filmato che annulla tutti i filmati della strage. Una macchina percorre la strada ricoperta di cadaveri e poco dopo, nello specchietto retrovisore, un cadavere si alza in piedi credendo di essere ormai fuori dal campo visivo. Ci sono moltissimi precedenti, come i morti nei sacchi neri che tirano fuori la testa per fumarsi una sigaretta”. Poi prova a correggere il tiro, “anche questo filmato potrebbe essere un falso”, e rilancia: “Cerchiamo altri dati. Il sindaco della città oggi è disperato, ma il 31 marzo, giorno successivo all’abbandono delle truppe sovietiche, non ha detto una parola in merito. Una strage di quelle dimensioni andava sottolineata. O, forse, la strage è posteriore, dato che è stata filmata 4 giorni dopo l’abbandono delle truppe”.

 

Ma secondo Freccero “permangono dubbi. Sino a che non saranno svolti accertamenti, non si può dire niente di definitivo. Proprio per questo ci vuole cautela, per non finire nella propaganda di guerra in un momento critico e drammatico come questo, in cui lo spettro della guerra nucleare non è mai stato più vicino”. Anche perché, secondo Freccero, “anche un solo morto abbandonato sulla strada si ritorcerebbe contro l’esercito sovietico, in un momento in cui tutti gli occhi del mondo son puntati sull’Ucraina”. “Quando ci si trova di fronte ad un episodio di tale ferocia ed efferatezza – conclude – scaturisce spontaneo il dubbio di trovarsi di fronte ad una false flag. Perché? Perché nessun attaccante in campo, dopo un autogol fortuito si accanirebbe a segnare una serie infinita di autogol per stracciare per sempre la possibilità di vittoria della sua stessa squadra. A chi gioverebbe infatti una strage? Non certo ai russi” conclude.

 

 

 

 

 

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