La vicenda del calciatore uruguayano del Barcellona Luis Suarez ha acceso i riflettori su una pratica farraginosa e complessa che travolge moltissimi stranieri: ottenere la cittadinanza italiana. Mentre per il calciatore si sarebbe trattato di un semplice esame di italiano durato 15 minuti con tanto di raccomandazione, per uno straniero comune la faccenda è assai complicata.

LA PRATICA – L’iter per la cittadinanza italiana, per matrimonio o per residenza, può richiedere anche 4 o 5 anni prima di ottenere il passaporto. Con il decreto sicurezza del dicembre 2018 il procedimento è diventato ancora più difficile includendo una serie di rimbalzi tra gli uffici italiani e quelli del paese di origine. Il procedimento prima poteva durare massimo 730 giorni, adesso un anno di più.

L’ESAME DI ITALIANO – Il Decreto Sicurezza del 2018 stabilisce che prima di consentire la cittadinanza italiana sia necessario superare un difficile esame di lingua italiana “non inferiore al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue”. In tanti sostengono che se un madrelingua italiano si sottoponesse al medesimo esame non sarebbe così scontato l’esito positivo, per la sua immane difficoltà. l livello B1 prevede per chi aspira a diventare italiano la capacità di sostenere conversazioni su argomenti noti, di comprendere l’essenziale su temi di attualità o di interesse personale o professionale. Deve inoltre essere in grado di capire cosa c’è sui testi e di produrre un testo. Tra ascolto, produzione scritta, segmento orale servono circa due ore e mezza. Suárez si è limitato alla parte orale, come previsto dalle misure in tempo di Covid, svolgendo l’esame in 15 minuti. E si dice anche che fosse a conoscenza già delle domande.

LA CITTADINANZA – Sono in tanti a desiderarla ma non tutti riescono a ottenerla. Possono chiederla chi nasce in Italia da genitori stranieri, soltanto al compimento del 18esimo d’età se non l’hanno già ottenuta mamma e papà. Poi ci sono gli extracomunitari arrivati nel Paese qualche anno fa e che oltre al requisito minimo dei dieci anni di residenza legale, deve poi aspettare altri anni in attesa che si concluda l’iter burocratico di passaggio di documenti da un ufficio all’altro.

GLI ENTI CERTIFICATORI – A rilasciare la documentazione necessaria sono alcuni enti riconosciuti dal ministero degli Affari esteri. Sono la Società Dante Alighieri, l’Università per Stranieri di Siena, l’Università degli Studi Roma Tre e l’Università per Stranieri di Perugia. Nel 2018 sono state 68.351 le concessioni di cittadinanza italiana secondo il bollettino statistico del ministero dell’Interno, in particolare ad albanesi (15.252) e marocchini (9.294). Quello stesso anno in 4.764 hanno visto respinta la domanda di cittadinanza.