In Inghilterra non esiste l’obbligo di portarsi dietro i documenti, la polizia ti chiede al massimo di declinare oralmente le generalità, ci si può attraversare la vita, da Soho alle colline del Sussex, senza incrociare un ordine dell’autorità. I Bobbies manco la pistola portano in giro. Al contrario, negli Stati Uniti, gli Sceriffi spesso dispensano violenze inaudite agli sfortunati di cui incrociano la via. Nella Locride, nel nisseno, nel foggiano o nel nuorese, per abitudine, nei periodi caldi, si poggia la patente sul cruscotto, tanto frequenti sono i controlli. E non è una cosa bella farsi frugare il corpo da mani estranee se si è impostata una vita ferreamente chiusa dentro le regole. E il detto che devi sottoporti ai controlli se non hai commesso niente, vale quanto quello che se ti arrestano qualcosa avrai fatto. Nulla.

Tutto sta nel valore che si dà alla propria libertà, alla inviolabilità del proprio corpo, della propria solitudine. Nessuno dovrebbe avere il diritto di interrompere i pensieri altrui, se non per fatto grave. E quando il fatto è grave, perché una norma lo preveda, e chi interrompe la libertà, in qualunque forma, altrui è un uomo di Legge dovrebbe avere i modi e le forme le meno invasive possibili, ed essere quelle fisicamente invasive le ultime da utilizzare. Non lo si prende un ragazzo dal collo, come fosse un gallinaceo, che neppure quello va afferrato con violenza. E casomai succedesse, come è avvenuto a Vicenza, che un poliziotto ha afferrato per il collo e steso per terra un ragazzo, non dovrebbe accadere che un rappresentante del popolo giustificasse, senza approfondire, la presa: perché con le forze dell’ordine si parteggia a prescindere. È con l’umanità che si dovrebbe stare prima di tutto, e con chi la pratica.

Chi esagera sbaglia, anche se indossa la divisa, e gli esempi di errori tragici di uomini in uniforme sono tanti, troppi. Si è con la polizia quando si criticano gli errori dei singoli poliziotti, non contro la polizia. Si è per forze dell’ordine migliori quando non si accettano le prevaricazioni. Si è con tutti e per tutti quando si vuole che sia il meglio a rappresentarci dentro le divise, che a indossarle siano quelli dotati non solo di più coraggio ma anche di maggiore sensibilità. E ogni volta che sotto una visiera vince la sensibilità e il coraggio, vinciamo tutti. Le immagini del video che a Vicenza mostrano un poliziotto prendere per il collo un ragazzo e stenderlo a terra, giustificato dal rifiuto di mostrare i documenti, non sono una vittoria di quello che dovrebbe stare a cuore a tutti, e chi rappresenta il popolo per essere il meglio dovrebbe stare col contenuto non con la forma, e mai a prescindere, sempre dopo essersi informato. Che ormai anche Salvini dovrebbe averlo capito che gli a prescindere non ne danno più di frutti copiosi.