“Spegniamo i microfoni direzionali delle curve, così gli ululati non si sentono”. E’ l’audio, di oltre due mesi fa, “rubato” a Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Calcio, nel corso di un consiglio di Lega del 23 settembre scorso.

La parole dell’ad sono state registrate da un cellulare e pubblicate oggi, martedì 3 dicembre, da Repubblica. Un audio che ha provocato l’indignata reazione di De Siervo che annuncia una conferenza stampa “di fuoco” per chiarire e circoscrivere in un contesto meramente televisivo le parole pronunciate all’epoca e soprattutto per evitare l’ennesima gogna mediatica dei soliti buonisti.  Anche perché il giudice sportivo, nel valutare i singoli episodi che si verificano negli stadi, non utilizza gli audio diffusi dalla televisione, ma i rapporti scritti dagli ispettori della Lega. Lega Calcio che promuove diverse iniziative contro il razzismo che, va detto, va affrontato quotidianamente nelle scuole e in famiglia.

Sempre a Repubblica De Siervo ha ammesso l’originalità dell’audio spiegando che “si sente solo una frazione del ragionamento, che era molto più ampio. Stavamo parlando – aggiunge – di produzione televisiva. E si partiva dal presupposto che noi non siamo giornalisti che dobbiamo scovare le notizie, noi produciamo uno spettacolo e lo valorizziamo. A controllare la regolarità dello svolgimento della gara e documentare a fini legali e sportivi ciò che capita dentro lo stadio ci pensano già gli organi preposti: la polizia, gli ispettori di Lega e Federazione e, non ultimi, gli arbitri. Noi stavamo ragionando di come le riprese tv possono raccontare al meglio la bellezza del calcio. Lo facciamo continuamente. E la linea è evitare di indugiare sui brutti episodi che ogni domenica capitano”.

Sull’episodio, come atto dovuto, verrà con ogni probabilità aperta a breve un inchiesta da parte della giustizia sportiva.