Referendum, il Veneto che dice sì
Il Riformista è schierato per il Sì al referendum sulla giustizia. Lo manifestiamo con forza e convinzione. Ma quando si è trattato di dedicare a questo voto la pagina di Spritz, ci siamo posti una domanda: quale voce serve di più, a questo punto del dibattito?
Non quella dei partiti. Le posizioni politiche sono note e legittime, da entrambe le parti. Chi vuole conoscerle le trova ovunque, ogni giorno. Non avremmo aggiunto nulla facendo sfilare in queste colonne i rappresentanti degli schieramenti, neppure quelli che condividiamo.
La voce alla quale serve dare risalto a poche ore dal voto è altra. Quella di chi con la giustizia lavora ogni giorno senza un seggio da difendere o un’opposizione da incalzare. Quella dei tecnici del diritto: penalisti, giuristi, studiosi che ragionano sul testo della riforma e non sul colore di chi l’ha proposta. Persone che hanno scelto di esporsi non per appartenenza, ma per profonda e meditata convinzione professionale.
A loro abbiamo chiesto di spiegare le ragioni del Sì con la competenza e la misura che il tema merita. Perché la separazione delle carriere non è un’invenzione di questa legislatura. È una questione che attraversa la storia repubblicana, che ha trovato sostenitori in ogni stagione politica, e che riguarda un principio su cui dovrebbe essere possibile confrontarsi senza barricate: la terzietà di chi giudica rispetto a chi accusa.
I contributi che leggete in questa pagina vanno in quella direzione. Non chiedono un atto di fede, chiedono attenzione al merito. Ciascuno, nell’urna, farà la sua scelta. L’importante è che sia una scelta civica, non un riflesso ideologico.
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