Uscendo dal tribunale di Genova, Matteo Renzi si mostra più combattivo che mai e deciso a portare avanti la sua battaglia sul caso Open. Il leader di Italia Viva si è presentato oggi davanti al giudice per le indagini preliminari che dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione dell’indagine nei confronti del procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo e dei pm Luca Turco e Antonino Nastasi.

I tre sono i magistrati che hanno condotto l’indagine su Open e che sono stati denunciati da Renzi per abuso d’ufficio. La storia è nota: secondo l’ex presidente del Consiglio Creazzo, Turco e Nastasi avrebbero violato la Costituzione allegando agli atti chat tra il fondatore e leader di Italia Viva e un imprenditore, Vincenzo Manes (non indagato), senza passare per l’autorizzazione del Senato, dove Renzi è stato eletto.

Noi vogliamo giustizia giusta e non giustizialismo perché è quello che questo Paese si merita”, spiega Renzi uscendo dal tribunale al termine dell’udienza col Gip. Per il leader di IV infatti “se c’è una macroscopica violazione della legge è giusto che si indaghi. La nostra denuncia è stata ascoltata dal giudice al contrario dei pm che in sei giorni hanno chiesto l’archiviazione”.

Il riferimento è alla decisione del procuratore capo Francesco Pinto, aveva invece archiviato in soli sei giorni l’indagine nata dopo la denuncia di Renzi, ritenendo che i suoi colleghi toscani nel corso della loro inchiesta non avessero commesso alcun abuso d’ufficio.

Io – ha aggiunto Renzi – mi sono limitato ad un intervento di un minuto per dire che sono senatore della Repubblica, sono stato presidente del Consiglio, non faccio niente contro i magistrati. Ci sono state quasi due ore di discussione, gli avvocati dei magistrati indagati hanno potuto dire la loro. Il giudice si è riservato – ha concluso il leader di Italia Viva – quindi ci farà sapere”.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.