Con una mossa a sorpresa Matteo Renzi questa mattina ha deciso di partecipare alla prima udienza del processo Open, l’inchiesta che lo vede indagato per l’uso della fondazione come ‘cassaforte’ del suo movimento politico, dato che per la Procura di Firenze Open era un’articolazione di partito in cui sarebbero passati 3,5 milioni di euro in violazione delle norme sul finanziamento ai partiti.

Per Renzi è stato chiesto il rinvio a giudizio, così come per gli altri indagati: la deputata Maria Elena Boschi, capogruppo Iv alla Camera, il deputato del Pd Luca Lotti, l’ex presidente della fondazione Open Alberto Bianchi e l’imprenditore Marco Carrai, che insieme a Renzi, Boschi e Lotti formavano il cosiddetto ‘Giglio magico’

Ma il leader di Italia Viva all’uscita dal Tribunale non le manda a dire e attacca a testa bassa la Procura di Firenze. I magistrati, va ricordato, sono già stati ‘smentiti’ dalla Cassazione, che ha annullato in via definitiva i sequestri di documenti e pc dell’imprenditore Marco Carrai, amico di Renzi e finanziatore della fondazione.

Anche Renzi ha ricordato, uscendo dall’aula di Tribunale, che “secondo la la Corte di Cassazione il processo Open si dimostra per quello che è, cioé uno scandalo assoluto. La Cassazione, non le difese, ha spiegato con chiarezza per cinque volte che l’operato dei magistrati di Firenze ha infranto le regole”. “Nonostante questo siamo qua“, ha aggiunto Renzi, “per anni saremo in questo processo”.

Quanto alla sua presenza in aula, Renzi ha spiegato di voler esserci anche alle prossime udienze “compatibilmente con il calendario laddove sarà possibile. Sarò qui a dire con molta franchezza che noi stiamo rispettando la legge“. “I magistrati di Firenze” invece “non hanno rispettato né la Costituzione né la legge né le sentenze della Corte di Cassazione. Questa vicenda tra qualche anno sarà nei manuali di cronaca giudiziaria come uno scandalo assoluto“, è l’accusa di Renzi.  “In questo processo c’è un collegio di ottimi avvocati al lavoro, agevolati dal fatto che la Corte di Cassazione è stata la prima a sbriciolare l’impianto accusatorio della Procura di Firenze“, ha ricordato l’ex premier.

Renzi che ai cronisti ha spiegato di voler attendere “con molta tranquillità” l’esito del processo, “perché crediamo nella giustizia, crediamo nei giudici“. Il leader di IV ha però ricordato come il Senato ad ampia maggioranza abbia detto che “i magistrati di Firenze hanno violato la Costituzione. Lo ha detto il Senato, non l’ho detto io. Ora tocca alla Corte Costituzionale decidere se i magistrati hanno violato la Costituzione o no“. “Ciò che è avvenuto sta agli atti, cioé che si siano prese delle intercettazioni, delle comunicazioni, della corrispondenza che poteva essere presa usando una procedura prevista della Costituzione – ha aggiunto l’ex premier – Non è che un giudice di Firenze non può utilizzare un mio sms, lo può fare, però ha un metodo, ha una procedura da rispettare che è chiedere l’autorizzazione, lo può chiedere e se lo avesse chiesto io avrei votato a favore“.

Parlando della sua presenza in Aula in questa fase inziale del procedimento, Renzi quindi ‘sfida’ i magistrati della procura di Firenze: “Se magistrati che devono giudicare gli altri non rispettano la Costituzione, io sono qui per dirglielo in faccia“. Anche perché, sottolinea il numero uno IV, nella corrispondenza agli atti “non c’è niente che mi preoccupi, si parla di come si arriva alla festa dell’ultimo dell’anno, di come si apre il cancello e che io ho paura del cane di Carrai. Non sono argomenti penalmente rilevanti. Ma se questa corrispondenza deve essere presa, va presa in presenza di un parlamentare. E’ stabilito dalla Costituzione, non da me o da voi“.

Il senatore e leader di Italia Viva ha colto l’occasione anche per annunciare l’uscita prossimamente di un nuovo libro, “di circa 200 pagine, che si chiamerà ‘Il Mostro‘ e uscirà il 10 maggio”. “Vi troverete alcune valutazioni. Penso che chi leggerà quel libro dal giorno dopo avrà una valutazione diversa su quello che è successo in questi anni in Italia non solo a Firenze”, è lo ‘spoiler’ di Renzi.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.