Il Senato, a larghissima maggioranza, ha dato ragione a Matteo Renzi nella sua disputa con i Pm fiorentini. Loro – i Pm – volevano usare le mail del senatore Renzi e i suoi messaggi sul telefono nell’inchiesta Open. Il Senato ha sollevato il conflitto di attribuzione che ora dovrà essere risolto dalla Corte Costituzionale. Si tratta di stabilire se i Pm possano o no frugare nella corrispondenza e nelle mail di un parlamentare. L’articolo 68 della Costituzione dice di no in modo assolutamente esplicito.

Probabilmente però molti magistrati non hanno mai letto quell’articolo, oppure non conoscono bene la lingua italiana e non l’hanno capito. E quindi ritengono di poter sequestrare la corrispondenza di un parlamentare e anche di distribuirla ai giornalisti perché la pubblichino e spargano fango. Anche il senatore Pietro Grasso, che non a caso è stato magistrato, è di questa opinione, oppure, forse, ritiene che la Costituzione valga zero. Per evitare equivoci, qui trascriviamo pari pari l’articolo 68 della Costituzione, così ogni lettore potrà giudicare se è il caso persino di discutere di una cosa così evidente: “Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza. Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza”.

Avete letto? Avete letto anche voi le parole: “Sequestro di corrispondenza?”. Vabbé, esistono settori della magistratura che ritengono di essere molto al di sopra di queste cose. Per fortuna ieri il Parlamento è stato unanime (tranne naturalmente i 5 Stelle, al solito agli ordini delle Procure, e Leu che per amor di Conte ha stracciato gran parte delle sue tradizioni e della sua cultura socialista). Renzi ha tenuto un discorso sferzante, ha chiesto il rispetto della legge. Ha criticato in modo aspro i giornalisti velinari (la maggior parte dei giornalisti che si sono occupati del caso Open).

Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019.