Su certe puntualità c’è da contare più che sugli orologi svizzeri. All’indomani dell’appoggio ai referendum sulla giustizia, preannunciato ancora in ipotesi, e nel giorno stesso in cui presenta il suo nuovo libro con una conferenza stampa alla Camera, ecco l’avviso di garanzia per Matteo Renzi. Vicenda metamediatica: finanziamento illecito e presunte false fatturazioni insieme al manager Lucio Presta per il documentario “Firenze secondo me”.

La Procura della Repubblica di Roma si è mossa sulla scorta di una relazione dell’Uif, l’Unità di Informazione finaziaria che agisce come authority indipendente e che nel 2019 inserì i passaggi della produzione del documentario in una relazione. Proprio ieri, poco prima di ricevere la notizia dell’indagine a suo carico, Renzi stava elencando la mano pesante che la giustizia ha usato nei suoi confronti. “I miei genitori fino a 65 anni sono cittadini irreprensibili, poi io divento presidente del Consiglio e loro diventano Bonnie e Clyde. C’e’ un magistrato che ha chiesto l’arresto di mio padre, e di mia madre, poi ha indagato mio cognato, poi non potendo indagare mia nonna che ha 101 anni, ha indagato me per più di un reato e ha creato le condizioni del processo”.

Renzi è andato oltre: “Io sorrido ma c’è un punto preoccupante, il processo Open: perche’ si processa la politica. Non si processa il finanziamento di nascosto ma si pretende che i finanziamenti li decide il giudice penale. Io vengo accusato di aver fondato una corrente e il giudice penale pretende di decidere che io ho formato una corrente e sequestra 30 telefoni di persone. Come ci ricorda Ettore Rosato, io ho sempre detto che semmai fondo un partito piuttosto che una corrente del Pd. Questo è uno scandalo. Ma io penso che davanti agli scandali troveremo un giudice a Berlino. Indovinate chi ha detto che Open è una Fondazione e non una corrente di partito? Il capo degli avversari al Referendum, Flick”. “Nel libro è tutto raccontato” ha detto Renzi che ha ricordato: “se il procuratore di Firenze vuole procedere contro di me io rinuncio all’immunità”. Ma è stato il Procuratore di Roma a firmare l’avviso di apertura del fascicolo. L’atto non era affatto inatteso: nei giorni scorsi su delega dei pm romani era stata svolta una perquisizione nei confronti del produttore che aveva portato all’acquisizione mirata di tutti i documenti riguardanti i contratti della società con Matteo Renzi.

Firenze Secondo me è stato un programma originale di divulgazione storico-artistica che, prodotto dalla Arcobaleno Tre di Lucio Presta, è andato in onda su Nove tra il 2018 e il 2019 raccogliendo per ciascuna delle quattro puntate (di 90 minuti ciascuna) oltre 400.000 telespettatori e portando la piccola emittente a sfiorare il 2% di share nazionale. Numeri da record, per la Nove. Che sarebbero stati compensati con un contratto da 750.000 euro, interamente versati dal produttore Presta a Renzi, autore ed interprete delle quattro puntate. Denaro che una emittente privata può decidere di investire come vuole? Forse. Rimane come sempre, in questi casi, il dover giustificare ogni passaggio e impegnarsi nel provare la propria innocenza.

Romano e romanista, sociolinguista, ricercatore, è giornalista dal 2005 e collabora con il Riformista per la politica, la giustizia, le interviste e le inchieste.