Una bocciatura “scontata”. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Genova, Claudio Siclari, ha archiviato oggi le accuse rivolte dal leader di Italia Viva Matteo Renzi contro i magistrati fiorentini Giuseppe Creazzo, ex procuratore di Firenze (ora a Reggio Calabria), l’aggiunto Luca Turco e il sostituto Antonino Nastasi.

Un procedimento aperto dopo un esposto presentato dal senatore ed ex premier, che accusava i tre magistrati di acquisito illecitamente la sua corrispondenza e il suo estratto conto durante le indagini dell’inchiesta Open, la fondazione renziana.

Il gip ha sposato in pieni la tesi dei pm Francesco Pinto e Vittorio Ranieri Miniati, che in soli sei giorni avevano esaminato il caso e proposto l’archiviazione delle accuse di Renzi di abuso di ufficio. 

Secondo il giudice per le indagini preliminari infatti “non era era necessaria la preventiva autorizzazione del Senato” per acquisire le chat di Renzi nell’ambito dell’inchiesta Open, in quanto “l’autorizzazione è richiesta solo per la corrispondenza”. Insomma, per il giudice di Genova i colleghi di Firenze non hanno violato né la legge né la Costituzione, perché “si è trattato di perquisizioni e non di attività di intercettazione“.

Secondo il gip infatti per quando riguarda le chat WhatsApp tra Renzi e Vincenzo Manes e con Marco Carrai non si era trattato di “sequestro di corrispondenza” nei confronti del senatore di IV. Innanzitutto perché “non si tratta nemmeno di comunicazioni e di corrispondenza”, e inoltre perché “sono state captate in maniera indiretta, in quanto in primo luogo, sono state acquisite presso persone che non rivestivano la qualità di parlamentare e pertanto non era necessaria l’autorizzazione del Senato”. 

Un risultato come detto “scontato” per Renzi, che infatti ha annunciato la presentazione di una nuova istanza. “Lette le motivazioni dell’ordinanza, giuridicamente molto deboli e contraddittorie, ripresenteremo la questione a Genova dopo che la Corte costituzionale si sarà pronunciata sul conflitto di attribuzione. E chiederemo conto dell’invio illegittimo al Copasir di atti che la Corte di Cassazione aveva ordinato di distruggere e che i magistrati fiorentini hanno inviato dopo la sentenza della Cassazione. In questo caso è tecnicamente impossibile escludere il dolo dei pm fiorentini come invece fa oggi il gip. L’archiviazione genovese di questa denuncia era attesa, nelle prossime settimane vedremo se circa le prossime denunce (in arrivo o già arrivate a Genova) prevarrà il corporativismo tra colleghi o il merito delle denunce”, spiega il leader di Italia Viva in una nota.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia